ORSI ITALIANI MAGAZINE




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Le prigioni di Giuliano C****: Capitolo 1

Un racconto di Verybigbear


I racconti pubblicati possono contenere descrizioni di sesso non sicuro: ricordate, sono opera di fantasia! Nella vita reale praticate sempre il Sesso Sicuro usando il preservativo.

The stories published in this section may contain descriptions of unsafe sex: remember, it's fiction! In real life always practice Safe Sex by using condoms.


Capitolo primo

Ieri pomeriggio le forze dell’Ordine hanno eseguito l’arresto di Giuliano C***, incensurato, 46enne disoccupato della provincia di Treviso. GC è stato accusato di duplice omicidio in flagranza di reato ed è tutt’ora piantonato nella sua stanza del reparto Chirurgia dell’Ospedale di Padova. Le vittime del duplice e brutale omicidio sono G.V., 65 anni, pensionato di Este e R.P., 46 anni, ingegnere meccanico di Treviso. Al momento non si conoscono le ragioni del brutale massacro, anche se indiscrezioni non confermate indicherebbero la pista di un gioco erotico finito in tragedia.”

L’arresto di Giuliano aveva suscitato molto scalpore ma sui giornali era passato in sordina con poco più di un trafiletto nella cronaca locale.

Era molto strano che la stampa lasciasse passare un evento del genere senza cavalcare l’onda, ma evidentemente le pressioni per smorzare i toni erano molto forti. Il motivo, che solo pochi conoscevano e che nessuno osava rivelare, era che Roberto, l’ingegnere, era il primogenito di una famiglia molto in vista della marca trevigiana ed era stato fatto l’impossibile per non gettare fango sul suo buon nome.

Giuliano ovviamente ne era a conoscenza perché conosceva Roberto, ma non si sarebbe mai aspettato che la famiglia fosse in grado di mettere a tacere una cosa simile. Sfogliando il giornale rimase colpito dal non vedere una foto che lo ritraeva nudo, in manette, condotto via dai Carabinieri.

Ne fu sollevato e al tempo stesso molto sorpreso. La sua mente era un po’ ottenebrata dagli antidolorifici che gli avevano somministrato ma capiva bene in che situazione si trovava.

Duplice omicidio. Sapeva di essere responsabile della morte di Roberto ma era altrettanto certo di non essere responsabile della morte di Gianmaria.

Si era chiesto molte volte perché Sila e Nicolaj l’avessero ucciso e l’unica risposta che si era dato è che volevano essere sicuri che non uscisse più di prigione.

Un bravo avvocato avrebbe potuto fargli ottenere una condanna molto più mite per la morte di Roberto dal momento che l’intenzione di uccidere era piuttosto dubbia, mentre per Gianmaria sarebbe stato molto più difficile. Diabolico. Avevano pensato a tutto.

Buongiorno Sig.C****” disse il chirurgo entrando nella stanza.

Buongiorno” rispose piatto Giuliano.

Come si sente oggi?” gli chiese il medico.

Un po’ frastornato, ma non sento dolore” gli rispose Giuliano.

Bene” disse il chirurgo “oggi pomeriggio alle 13.00 tenteremo la ricostruzione del retto e del perineo. E’ pronto?”

Tenteremo?” gli chiese Giuliano preoccupato.

Non le nascondo che sarà un intervento difficile e con un decorso post-operatorio piuttosto lungo e doloroso. Tra l’altro, l’ecografia che abbiamo ripetuto questa mattina ha evidenziato danni non recuperabili alla vascolarizzazione testicolare. Dovremmo eseguire una orchiectomia bilaterale, mi dispiace.”

MI DOVETE CASTRARE?” urlò Giuliano impaurito.

Si calmi, la prego” disse il medico. “Sì, purtroppo è necessario. I tessuti presentano già un principio di necrosi dovuta alla carenza di ossigeno.”

Il medico appoggiò una mano sulla spalla di Giuliano e mormorò un “Mi dispiace” poco convinto prima di voltarsi e di lasciare la stanza.

* * *

Giuliano si risvegliò dall’anestesia e per po’ non riuscì a connettere dove si trovasse. A poco a poco gli tornò in mente tutto e fu preso da un’ondata di panico.

Non aveva bisogno di verificare che la sua virilità era stata compromessa per sempre, ma allungò comunque la mano e constatò tristemente che sotto le bende non c’era più nulla. Gli vennero in mente i filmati su XTube in cui alcuni fan del body modification estremo si erano fatti rimuovere chirurgicamente i genitali per diventare “nullo males”.

Li aveva sempre considerati dei freak e non avrebbe mai rimosso volontariamente quello che da sempre chiamava “il suo giocattolo preferito”. Ora, per un vile regalo di Sila e Nicolaj, si trovava nella situazione che tanto disprezzava.

Mentre era assorto nei suoi pensieri entrò il chirurgo che l’aveva operato.

Buongiorno Sig. C****”

Buongiorno dottore”

Come si sente?” gli chiese il medico.

Un po’ di nausea, ma tutto sommato bene” rispose Giuliano.

L’intervento è riuscito. Abbiamo eseguito l’orchiectomia bilaterale come le avevo prospettato, abbiamo ricostruito il perineo, fatto rientrare il prolasso e ricucito i tessuti. Sarà sottoposto a dieta liquida per almeno 30 giorni, poi valuteremo la cicatrizzazione e decideremo se riprendere una dieta normale” disse il medico in modo molto professionale e asettico.

Sarò incontinente a vita?” gli chiese Giuliano andando al sodo.

E’ difficile dirlo” gli rispose il chirurgo “ma vista la sua obesità grave e la demolizione pressoché totale di entrambi gli sfinteri rettali, è una possibilità molto concreta.”

Giuliano si mise a piangere, disperato.

Mi dispiace” disse il medico, mostrando per la prima volta un po’ di umanità “devono averla fatta soffrire molto per ridurla così. Lei, a confronto, è stato molto più clemente con la sua vittima.”

Giuliano si riprese a quelle parole e chiese al medico: “Mi dica, Roberto è morto per le ferite causate da Hammer?”

No” disse il medico “nonostante le ferite che gli ha provocato fossero gravi e invalidanti quasi quanto le sue, il poveretto è morto di arresto cardiaco. Se posso aggiungere, sarebbe morto comunque anche senza le sue torture al primo sforzo intenso a cui si fosse sottoposto. Il suo cuore era messo davvero male.”

Comunque per la Legge l’ho ucciso io” mormorò Giuliano. Il medico non rispose e si limitò a fare un passo indietro, come se si fosse reso conto di provare pietà per un duplice omicida.

In quell’istante entrò nella stanza una donna bionda scortata da un agente in divisa. Teneva nelle mani un plico di carte e presentandosi le porse a Giuliano.

Buongiorno Sig. C**** sono il sostituto procuratore V*****. Le notifico che oggi verrà trasferito nell’infermeria del carcere di Padova essendo venuta meno l’emergenza sanitaria che la riguarda. Le comunico anche che il GIP ha convalidato l’arresto per duplice omicidio ed è stato stabilito il suo rinvio a giudizio. Ha capito quello che le ho detto?”

Giuliano non rispose. I sedativi e la notizia del suo trasferimento in carcere l’avevano fatto svenire e scivolare in una sorta di coma vigile.

* * *

Quando si risvegliò Giuliano notò subito che la stanza in cui si trovava non era la stessa in cui si trovava in precedenza. La finestra era più piccola e aveva le sbarre. Il profumo non era di buon detersivo ma c’era un lezzo di piscio che si faceva strada tra l’odore del disinfettante industriale. Ai piedi del suo letto un vecchio con un solo dente lo guardava con un sorriso grottesco stampato sul volto.

Benvenuta principessa” lo apostrofò lo sconosciuto con tono canzonatorio.

Chi sei?” gli chiese Giuliano ancora frastornato.

Sono Aristide, il tuo segretario personale” gli rispose.

Cosa?” disse Giuliano confuso.

Aristide si mise a ridere e gocce di saliva gli uscirono dalla bocca senza controllo.

Il signor Gianluca mi ha detto di prendermi cura di te. Vuole che mi assicuri che tu faccia quello che devi fare senza troppe storie.”

Chi è Gianluca?” chiese Giuliano ancora più confuso.

Signor Gianluca, prego” lo corresse Aristide. E aggiunse “Lo scoprirai molto presto.”

Bravo Aristide” disse una voce profonda proveniente dall’uscio.

Aristide impallidì, si voltò di scatto e cercando di farsi piccolo piccolo rispose “Grazie signore!”

Puoi andare Aristide, lasciaci soli. Spiegherai dopo al nostro nuovo arrivato il suo ruolo qui” disse Gianluca.

Sì signore” disse Aristide e, sollevato dal fatto di essere stato congedato, sparì dalla vista in un lampo.

Io so chi sei tu e che cosa hai fatto” disse Gianluca a Giuliano. E aggiunse “So tutto. Sei colpevole, anche se non di quello che pensano quasi tutti.”

C-cosa intende dire?” chiese Giuliano spaventato.

Hai ucciso l’ingegnere, questo sì. Ma non sai che lui non era affatto responsabile di quello che ti hanno fatto Sila e Nicolaj. Lui era una vittima dei fratelli come lo eri tu. Ti hanno manipolato. Hanno fatto in modo che tu ti inimicassi una delle famiglie più influenti della zona, ti hanno fatto terra bruciata attorno. Ma il tuo errore più grosso è stato quello di metterti contro Sila. Quello è stato davvero stupido. Forse non eri consapevole di quello che facevi, ma fidati, quell’uomo è il diavolo.”

Roberto non era colpevole?” chiese Giuliano incredulo.

Roberto era uno stupido quasi quanto te. Aveva scelto la pillola della schiavitù come tutti noi, ma ha deciso di ribellarsi. Scelta molto poco saggia…”

Anche lei è una vittima di Sila?” mormorò Giuliano.

Vittima, carnefice e burattino. Scegli tu. Perché credi che sia qui dentro? Non sei il primo che il due diavoli mandano all’ergastolo” disse Gianluca.

E come la manipolano da fuori?” disse Giuliano.

Ho un figlio, là fuori. Se non obbedisco, fa la mia stessa fine. Ti basta come spiegazione?”

Giuliano annuì solennemente.

Bene, ora veniamo a noi” disse Gianluca. “Gli ordini dei fratelli sono di farti diventare la puttana del braccio B. Ci sono dei loro amici che soggiornano qui e io mi devo assicurare che tu porti loro il conforto che meritano. Mi dicono che ti hanno fatto un culo molto accogliente e ti hanno reso docile privandoti delle palle…”

Giuliano impallidì e si ammutolì.

Non devi avere paura. Fai quello che ti chiedo e sopravviverai. Ribellati e finirai in una bara economica prima che tu possa rendertene conto” gli disse Gianluca. E aggiunse “Ora apri bene la bocca e vediamo se sei all’altezza della tua fama”.

Estrasse dai pantaloni una nerchia considerevole, ancora molle. Senza tante cerimonie la avvicinò alle labbra di Giuliano che senza esitare iniziò il pompino più strano della sua vita.

Con le labbra scoprì il glande e con la lingua ne solleticò la punta, succhiando dolcemente. Con la mano destra afferrò delicatamente i testicoli di Gianluca e con una lievissima trazione lo invitò ad avvicinarsi. Gianluca inarcò il bacino in avanti già in preda ai piaceri della fellatio. Era la prima volta che Giuliano invidiava a qualcuno gli attributi. Si sentiva un mezzo uomo e lo sconforto lo assalì, facendolo esitare nell’atto che stava compiendo. Gianluca lo notò e si ritrasse, irritato.

Forse non sono stato chiaro. Tu da oggi sei la puttana del braccio B. Fammi vedere cosa sai fare veramente o dimmi che fiori preferisci sulla tua tomba.”

Giuliano si mise a singhiozzare e voltò la testa verso la finestra, in un tentativo istintivo quanto inutile di cercare una via di fuga.

Guardami” gli disse con inaspettata dolcezza Gianluca.

Giuliano si voltò verso di lui, stupito del cambio di tono.

So che non è facile per te ora” disse Gianluca. “So cosa ti hanno fatto e per quello che vale mi dispiace, ma credimi, se non fai quello che ti chiedo morirai. E non lo dico io, ma i due diavoli che stanno là fuori e giocano a fare Dio. Ora, fammi il miglior pompino della tua vita così capirò se te la caverai qui dentro o no”

A quelle parole Giuliano si diede una scossa e riprese a dare piacere al suo nuovo amico. Con le labbra gli scoprì il glande e con abili mosse di lingua gli inturgidì la fragola.

Poteva sentire l’eccitazione da quanto tesa e liscia fosse la superficie del glande.

Iniziò allora ad ingoiare l’asta sempre di più fino al limite del riflesso esofageo. Tralasciò per pochi attimi il pene per dedicarsi ai testicoli.

Ne prese in bocca uno alla volta, poi entrambi, e strinse con infinita delicatezza per dare quel brivido di dolore dolce senza provocare fastidio.

Si dedicò quindi di nuovo all’asta, ora pompando in modo ritmico e veloce finchè con un grugnito Gianluca riversò tutto il suo seme nella sua gola e nella sua bocca.

Credo proprio che te la caverai” disse Gianluca con un sorriso. “Almeno finché il tuo lato B non sarà di nuovo praticabile. Lì la gente comincia ad essere più esigente, ma da quello che ho capito il lavoro che ti hanno fatto i diavoli renderebbe la vita facile anche ad un cavallo…”

Giuliano voltò la testa dall’altra parte e chiuse gli occhi. Gianluca si voltò e si diresse verso l’uscio ma si bloccò all’improvviso.

Una sagoma che riempiva tutta la porta era apparsa come dal nulla e stava lì, immobile, a contemplare la scena.

Tu parli troppo” disse la sagoma a Gianluca.

Gianluca impallidì. Giuliano lo vide tremare, in preda al panico.

La sagoma scura entrò nella stanza e la luce sopra il letto di Giuliano rivelò il nuovo venuto.

Era un uomo alto almeno 1 metro e 90 centimetri, cranio rasato con una foltissima barba nera dalla lunghezza uniforme di 10 centimetri da basetta a basetta, senza baffi.

Due occhi neri e profondi davano al volto un’aria ancora più inquietante.

Il suo torso era sproporzionatamente dominato da un ventre enorme pressoché sferico. Sembrava che una sfera di carne e lardo fosse sul punto di staccarsi da un corpo robusto ma non proporzionato per un ventre simile.

La camicia, aperta per metà, rivelava un pelo che faceva il paio con la barba e due seni gonfi che seguivano il profilo convesso del ventre.

Tra il pelo si intravedeva un ciondolo d’oro con due omini stilizzati che si tenevano per mano.

Giuliano riconobbe subito il simbolo che aveva già visto nel portachiavi del Three Rooms che portava al secondo piano, il piano in cui i due diavoli l’avevano ridotto così. Chi era quest’uomo? Era collegato in qualche modo a Sila e Nicolaj?

Sai cosa devi fare, vero?” disse il nuovo venuto a Gianluca.

S-sì signor Maksim” disse Gianluca.

Maksim?” pensò Giuliano. “Un altro russo…”

Gianluca si inginocchiò davanti a Maksim e iniziò a sbottonargli i pantaloni con estrema attenzione e delicatezza.

Gli abbassò gli slip e fece per prendere in mano il notevole attrezzo moscio che ne uscì, ma Maksim lo fermò.

Non te la cavi con un semplice pompino” gli disse “per questa volta te lo sbatto in culo a secco sperando che questo ti renda più saggio e non dirò nulla a Sila, ma non sarò così indulgente la prossima volta.”

Senza dire una parola Gianluca si rialzò, si abbassò i pantaloni e si mise a novanta sul letto di Giuliano, porgendo docilmente il culo.

Giuliano poteva sentire il peso di Gianluca sulle sue gambe e percepiva il terrore che stava provando in quel momento.

Maksim si masturbò distrattamente per qualche secondo e la sua verga assunse rapidamente delle dimensioni impressionanti.

Si avvicinò a Gianluca, il quale prontamente divaricò le natiche con le mani mostrando la strada. Maksim puntò il glande in direzione del buco e a colpo sicuro, senza fermarsi, penetrò Gianluca fino alle palle.

Il volto di Gianluca passò da pallido a viola. Si poteva vedere l’enorme sforzo che stava facendo per non urlare di dolore.

Maksim sorrise compiaciuto di tanto self-control ma non cambiò idea.

Iniziò a pompare Gianluca, dapprima lentamente ma poi sempre più velocemente. Lacrime sgorgavano dagli occhi fuori dalle orbite di Gianluca.

Le sue mani si aggrappavano alle coperte del letto cercando un appiglio in quell’inferno di dolore.

Dopo 5 interminabili minuti Maksim estrasse il suo cazzo violaceo dal poveretto e venne copiosamente nel palmo della sua mano destra.

Mangia” disse distrattamente a Giuliano porgendogli la mano.

Giuliano era troppo scioccato per disubbidire e leccò tutto lo sperma che gli veniva offerto. Era salatissimo, denso, e puzzava di urina, ma lo inghiottì tutto.

Un rivolo di sangue usciva dal culo di Gianluca, che non osava alzarsi da quella posizione.

Tu, alzati e fai ripulire questo letto dal tuo sangue schifoso” gli disse Maksim. E aggiunse “Il tuo culo non è degno di ricevere il mio sperma.”

S-sì padrone” biascicò Gianluca.

Aristide, vieni qui” disse Maksim.

Eccomi padrone!” rispose prontamente Aristide sbucando dal nulla.

Lecca le ferite a questo stronzo” gli disse indicando il culo slabbrato di Gianluca.

Subito padrone” disse Aristide affondando il volto tra le natiche di Gianluca.

Maksim, soddisfatto, se ne andò.

Smettila coglione” disse Gianluca ad Aristide.

Il vecchio sollevò la testa dall’insolito pasto, la bocca arrossata dal sangue di Gianluca.

Non le piace, signore?” gli disse Aristide senza ironia.

No, levati!” rispose Gianluca infastidito, puntellandosi sui gomiti e tentando di rialzarsi.

Un po’ dispiaciuto Aristide si alzò e dopo aver rivolto uno sguardo folle a Giuliano, scomparve da dove era venuto.

Hai visto quale sarà il tuo futuro qui dentro” disse Gianluca a Giuliano.

Quello era uno degli amici di Sila e Nicolaj?” chiese Giuliano.

Allora non hai capito un cazzo!” gli urlò Gianluca. “Qui non devi fare domande, non devi parlare se non sei interrogato e più invisibile sarai, meglio sarà per te. Guarda cosa mi ha fatto solo per aver detto una parola di troppo.”

Ti fa molto male?” chiese Giuliano.

Credo che tu sappia bene la risposta” disse Gianluca. “Non ho incontrato Hammer come è capitato a te, quindi sento ancora qualcosa quando uno mi vuole far male.”

Mi dispiace…” gli disse Giuliano.

Non dispiacerti per me” gli rispose serio Gianluca. “L’ultima puttana che i diavoli hanno mandato qui è durata un mese. Non so se augurarti di vivere così a lungo o di farla finita prima”.

Detto questo si sistemò i pantaloni e uscendo disse “ti manderò l’infermiere a fare pulizia” e sparì.



(continua)



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