ORSI ITALIANI MAGAZINE




ATTENZIONE / NOTICE

Questa pagina contiene immagini di nudo maschile e testo a contenuto omoerotico: e' pertanto riservata a persone maggiorenni

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Nicolaj il Grande revolution

Un racconto di Verybigbear


I racconti pubblicati possono contenere descrizioni di sesso non sicuro: ricordate, sono opera di fantasia! Nella vita reale praticate sempre il Sesso Sicuro usando il preservativo.

The stories published in this section may contain descriptions of unsafe sex: remember, it's fiction! In real life always practice Safe Sex by using condoms.



[...] “Grazie, è stato bellissimo” mi sussurra, dopodiché si rialza ed esce dalla porta chiudendola dietro di sé. Prima di uscire mi lascia con una promessa: “Continueremo domani…”


Appena svanisce l’effetto dell’orgasmo, mi rendo conto di cosa mi ha appena detto Sila. Domani? Hanno forse intenzione di lasciarmi legato così tutta la notte?


Non faccio a tempo ad elaborare il pensiero che Sila rientra reggendo in mano un catetere con sacca, del cotone e del disinfettante. Si siede accanto a me senza dire una parola, mi spruzza del disinfettante sul glande e inizia a pulirlo meticolosamente con il cotone.


L’operazione mi eccita e il pene si inturgidisce nuovamente. Sila mi guarda sornione e mi dice “Finché ti disinfetto va bene, ma poi dovrai calmarti perché non posso inserirti il catetere durante un’erezione”. Finita la pulizia si alza e va verso la finestra e dandomi le spalle mi dice con voce molto calma “Rilassati ora, non pensare a nulla, cerca di calmarti”.


Io ubbidisco e senza accorgermi l’erezione perde vigore. Quando Sila se ne accorge, prima che la sua presenza possa di nuovo eccitarmi, sfila il catetere dalla confezione sterile e inizia ad infilare il tubo nell’uretra. “Questo è un catetere di Foley” mi dice come se io dovessi sapere di che cosa si tratta. “Una leggera difficoltà nell’inserimento è il segnale che lo sfintere della vescica è stato raggiunto, quindi una delicata ulteriore spinta e la procedura è completa”. 


Lo lascio fare, tranquillo. Sento che mi sto svuotando perché la leggera urgenza alla minzione è svanita. Sila appende la sacca collegata al catetere alla base del letto e se ne va. Prima di uscire mi stampa un bacio leggero sulla bocca e mormora “Buonanotte tesoro”.


Mi ritrovo solo nella stanza, in una sera dal tramonto dorato, legato mani e piedi con una minima possibilità di movimento, cateterizzato… Mi assale una profonda angoscia. Chi sono questi? Sono finito in un brutto incubo o in un (piacevole) sogno? Ho paura delle mie stesse emozioni contrastanti. Da un lato sono conscio di aver perso, forse per sempre, la mia libertà, dall’altro sto vivendo quello che ho sempre contemplato nei miei sogni, pur non con i dettagli estremi delle ultime ore.


Devo essermi addormentato perché riapro gli occhi che è già buio. Appena i miei occhi si adattano nuovamente alla visione scorgo una sagoma seduta sulla poltroncina all’angolo della stanza.


“Sila?” chiedo timidamente.

“Ti sei già innamorato di mio fratello?” mi risponde cupo Nicolaj.

“Innamorato? No, anche se è molto gentile e dolce con me. Pensavo fosse lui perché non sapevo fossi tornato” gli dico sincero.


“Tu sei mio, non dimenticarlo” afferma perentorio.

“Sì padrone” gli rispondo istintivamente, sorprendendomi subito dopo delle mie parole.

“Vedo che iniziamo a ragionare” dice Nicolaj compiaciuto.


“Nicolaj, perché tutto questo?” gli chiedo con il tono di uno che non vuole più stare al gioco. “La verità, ti prego.”

“La verità? Hai ragione, te lo devo. Ti ho scelto come partner per mio fratello” mi dice mestamente.

“Davvero? Ma perché tutta questa commedia? Se me l’avessi semplicemente presentato ti avrei implorato in ginocchio di farmi uscire con lui…” gli dico di slancio.


“Non è così semplice. Sila non vuole semplicemente un partner. Sila vuole un uomo senza volontà, che si pieghi ai suoi desideri senza discutere.” mi dice sottovoce.

“Ma cosa dici. Ma se è un uomo dolcissimo…” ribatto io.

“Sei caduto anche tu nella sua trappola. Non ti biasimo, ci sono caduto anch’io. Da quando è venuto a vivere con me e mia moglie si è insinuato nelle nostre vite e ha fatto di me il suo reclutatore e di mia moglie il suo giocattolo per le ‘pratiche eterosessuali da letto’, come le definisce lui”.


“Perché non ti ribelli allora?” gli chiedo.

Nicolaj mi fissa per un lungo momento e poi mi chiede “Tu perché sei venuto qui oggi? Perché ti sei fatto legare mani e piedi al letto? Perché non hai urlato fino a sgolarti?”

Non so cosa dire. O meglio, lo so benissimo, ma è una risposta che non voglio contemplare.

“Vedi, anche tu nel tuo intimo lo sai. Siamo molto simili, io e te. Io in particolare, vittima e carnefice in ugual misura. Tu forse più vittima, Sila sicuramente solo carnefice. Troveremo mai un equilibrio?”


Quanta verità in queste parole.

“Cosa devo fare Nicolaj?” gli chiedo tremando.

Nicolaj mi si avvicina e si siede sul letto accanto a me. E’ nudo ed è talmente vicino che sento il suo calore anche senza toccarlo. “Non abbandonarmi” e così dicendo mi accarezza il ventre.

“Mi dispiace per quello che ti ho fatto ieri” mi dice “ma ho seguito alla lettera le sue istruzioni. Come forse ti sarai accorto, non mi è piaciuto per nulla”


“Sì me n’ero accorto, ma pensavo che traessi piacere solo dalla tortura” gli dico quasi scusandomi.

“In realtà un po’ è così. Vedi in cosa è riuscito a trasformarmi?” mi dice serio.

“Cosa succederà adesso?” gli chiedo.


“Domani ti porterà un vassoio con due pillole. Una blu e una rossa. La blu ti renderà immediatamente libero e tutto questo finirà all’istante. La rossa ti renderà uno di noi per sempre.”

“E’ così semplice?”

“Sì. è tremendamente semplice, ma ti consiglio di prendere la pillola rossa”


“Scherzi? Ho tutta l’intenzione di prendere la pillola blu invece”

“Non farlo. Non ci rivedremo mai più se lo fai.”

“L’idea è quella.”


“Credimi, non lo vuoi veramente. Ci sono due ottimi motivi per prendere la pillola rossa. Il primo è che io sono innamorato di te e non ti voglio perdere. Il secondo è che se ci lasci, dovremmo fare la stessa cosa ad un altro e sono sicuro che tu non vuoi che qualcuno viva quello che stai passando tu”

“Mi ami?” gli chiedo incredulo.


“Sì, e ti prometto che se scegli la pillola rossa troveremo un modo per liberarci di Sila”

Sono basito. Stanno succedendo troppe cose e troppo in fretta.

Si apre la porta. E’ Sila. Ha in mano una siringa con un ago ipodermico.


“E’ ora di dormire” mi dice con una voce che mi gela il sangue.

Si avvicina, mi disinfetta e inserisce l’ago con notevole perizia. Sento il liquido bruciare, ma è un attimo. Guarda Nicolaj che, abbassando lo sguardo esce dalla stanza senza dire nulla.

Improvvisamente ho tanto sonno. E freddo. Non ho tempo di chiedere una coperta che scivolo in un sonno senza sogni.


Il sole è già alto quando mi risveglio. Sono intorpidito dalla testa ai piedi. Le articolazioni di gambe e braccia sono doloranti per la posizione costretta in cui mi trovo. Seduto sulla poltrona dove ieri c’era Nicolaj c’è Sila. Nudo nella sua mascolina bellezza, mi guarda con aria annoiata.

“Finalmente ti sei sevgliato” mi apostrofa. “Nicolaj era impaziente di iniziare”.


Non so come ho fatto a non notarlo prima. Ai piedi del letto c’è un lettino ginecologico, quelli con due supporti laterali per le gambe. Nicolaj è disteso, bloccato sui supporti a livello dei polpacci con due grosse cinghie di cuoio. Le braccia sono rivolte all’indietro e bloccate con un paio di manette ai polsi.


“Vi ho sentiti ieri sera. Credete davvero di potervi liberare di me?” sibila Sila furioso. “Ma in fondo la colpa è mia, evidentemente la volontà di mio fratello non era abbastanza piegata ed è bastato dargli un incarico che gli piacesse per fargli rialzare la testa”.

“Ti prego non fargli del male” imploro quasi in lacrime.

“Oh invece gliene farò eccome” risponde subito Sila “ma ti assicuro che gli piacerà. Gli è sempre piaciuto. Per questo è stato così bravo con te…”


E’ un incubo o sono sveglio? Vorrei darmi un pizzicotto ma basta il dolore che viene dal mio corpo a ricordarmi che è tutto vero.

“Nicolaj sta provando su di sé le gioie e i dolori dello speculum. Peccato tu ti sia perso la corsa da uno a dieci. E’ durata giusto il tempo di girare la vite, ma a differenza tua lui non è svenuto. Su questo devi decisamente migliorare.”


Nicolaj mi guarda. La ferocia che aveva ieri non c’è più. Nei suoi occhi c’è solo dolore e paura. Il suo sguardo si vela di lacrime e accenna ad un timido bacio con le labbra, ma Sila interviene prontamente a dissuaderlo.


Gli assesta uno schiaffo fortissimo sullo scroto dall’alto in basso colpendo entrambi i testicoli con il palmo della mano.


Nicolaj trasale ed emette un ruggito di dolore che ha molto poco di umano, dopodichè si contorce in preda a degli spasmi mentre la sua mente annaspa nella speranza che quel dolore diminuisca. Sila lo colpisce una seconda volta e una terza. Nicolaj, con un ultimo spasmo violento perde i sensi e si accascia.


“Perché fai questo a tuo fratello?” gli chiedo con rabbia.

“Perché lui è una mia proprietà. Ha scelto la pillola rossa e non gli è consentito disubbidire”.

“Io non ho scelto nessuna pillola!” gli urlo dietro.


“E’ vero, ma prima di questa sera dovrai scegliere anche tu” mi risponde indifferente.

Si rivolge di nuovo al fratello e lo schiaffeggia fino a farlo rinvenire. Nicolaj è una maschera di dolore, ma non c’è odio nei suoi occhi.

“Ti voglio sveglio per gli ultimi cinque centimetri” gli dice con un tono stranamente affettuoso.


Mi guarda mentre gira, lentamente ma senza pause, la vite dello speculum. So bene il dolore che si prova e Sila, nella sua lucida follia, si alimenta della mia sofferenza mentale per Nicolaj, che urla e si dimena in preda ad una totale disperazione.

“Siamo a quindici” annuncia garrulo Sila. “Lo sapevi fratellone che in realtà si può andare ancora oltre? Sì, la rotella è a fondo scala ma se giro ancora….”


Nicolaj è paonazzo in volto, temo che si possa sentire male e cerco di tranquillizzarlo “Tranquillo Nicolaj, va tutto bene” mormoro senza convinzione.

Sila non gradisce il fatto di essere tagliato fuori dalla conversazione e reagisce come non mi sarei mai aspettato. Anziché infierire su di me o su Nicolaj inizia a fare i capricci, a lamentarsi che non giochiamo con lui alle sue regole e deliri del genere.


In realtà non parla davvero con noi ma con dei fantasmi che ha nella sua testa, con se stesso e chissà con chi altro. Alla fine di questo delirio, come se il Sila delle ultime ore fosse frutto di una possessione, ritorna il Sila dolce e affettuoso che ho incontrato appena arrivato. Guarda il fratello come se lo vedesse realmente per la prima volta e gli passa delicatamente una mano sul volto teso e imperlato di sudore. E’ un gesto così dolce e carico d’amore che faccio fatica a credere a quello che vedo.


Come può una persona essere così crudele e così amorevole quasi contemporaneamente? La cosa importante è che Sila sfila lo speculum dall’ano martoriato di Nicolaj e lo libera dalle cinghie e dalle manette. Senza dire nulla esce dalla stanza e chiude la porta dietro di sé.

“Nicolaj, per l’amor del cielo, come stai?” gli chiedo preoccupato.

“E’ tutto a posto” mi dice mentendo spudoratamente.

“Ti amo anch’io” gli dico.


A quelle parole Nicolaj si volta verso di me e mi sorride. E’ il sorriso che viene da un cuore puro e sul suo volto è la cosa più bella che abbia mai visto. Con uno sforzo immane Nicolaj toglie le gambe dai supporti e puntellandosi sulle braccia si alza in piedi.

“Non alzarti troppo in fretta” gli dico, ma lui non sente ragione. Sale sul letto, mi viene sopra e inizia a baciarmi sul collo, sul viso, sulle labbra. Vorrei abbracciarlo, ma sono ancora legato. L’unica reazione che mi è permessa è la violenta erezione che il contatto con l’uomo che amo mi provoca.


Nicolaj non si fa pregare e con la rapidità che l’estrema dilatazione gli consente si impala fino ai testicoli sul mio sesso. Posso solo immaginare il dolore che sta provando adesso dal sudore che gli riga il volto.


“Ti fa male?” gli chiedo timidamente. “No anzi, mi piace tantissimo”, mente lui. “Ti prego, scopami tu perché io sono un po’ indolenzito” mi chiede alzandosi leggermente da me quanto basta per consentirmi di pomparlo da sotto con dei colpi di reni. Non sento la normale resistenza dell’ano ma il solo contatto del mio glande con le sue mucose umide e martoriate mi fa impazzire.


Con un ultimo e violento colpo di reni mi infilo più a fondo possibile ed esplodo nell’orgasmo più pazzesco della mia vita. Nicolaj intuendo il momento ricade di peso su di me così che tutto il mio seme si riversa nel suo intestino. Quando l’onda dell’orgasmo si affievolisce, Nicolaj si sfila da me e mi si distende accanto, passandomi un braccio sul torace e addormentandosi quasi subito, sfinito.


Io resto lì, legato come una grottesca imitazione leonardesca, immerso nei miei pensieri e nelle mille cose che gli vorrei dire ma che non oso perché svegliarlo mi sembra una colpa imperdonabile. Alla fine la stanchezza ha la meglio sui miei pensieri e raggiungo Nicolaj nel mondo dei sogni.


La luce filtra dalle persiane come se fosse giorno pieno. Mi sveglio e per una decina di secondi buoni non capisco dove sono, che giorno sia… Mi guardo attorno e realizzo che sono nella mia camera da letto. Come ci sia arrivato è un mistero.


Non ricordo granché delle ultime ore e ho un gran mal di testa, un sapore terribile in bocca e un dolore lieve ma diffuso a tutte le articolazioni. Mi metto supino e per poco non muoio d’infarto. Nicolaj è accanto a me, girato di schiena, che russa sommessamente. Istintivamente mi avvicino a lui e con tutta la delicatezza che la mia stazza consente mi appoggio alla sua schiena e lo cingo con un braccio. Il suo russare si interrompe ma è evidente che si aspettava che fossi dietro di lui perché anziché trasalire mi prende la mano e la bacia delicatamente.


“Come siamo arrivati qui?” gli chiedo mentre mi tornano alla memoria gli ultimi avvenimenti. “E’ importante?” mi risponde. No, non è importante. “Cosa c’è tra me e te?” gli chiedo cambiando discorso. “Credo di essere stato molto chiaro due giorni fa…” risponde Nicolaj sogghignando. “Due giorni fa?” esclamo incredulo. “Sì, dopo la nostra scopata siamo entrambi crollati.


Quando Sila è venuto a trovarti e ha visto come ti abbracciavo ha capito che forse avremmo dovuto appartenerci a vicenda anziché a lui”. “Niente pillola rossa o pillola blu quindi?”


Nicolaj mi guarda e quasi gli scende una lacrima. “Ero terrorizzato dall’idea che scegliessi la pillola blu. Quella rossa contiene succo di melograno e non ti avrebbe fatto nulla, ma quella blu contiene un veleno. Ovviamente non mi era permesso dirtelo, ma capisci anche tu quale era l’unico modo per liberarsi da Sila.


Per fortuna che tu hai trovato un altro modo”. “Ma è pazzo?” esclamo inorridito. “Anche questa mi sembra una domanda superflua” mi risponde serio Nicolaj, stringendomi a sè e riempiendomi la mano di baci. Mentre mi sento l’uomo più felice della Terra, mi cade l’occhio sul puntino rosso all’angolo della stanza.


E’ il led di una webcam. Una webcam accesa. Quando incrocio lo sguardo con l’occhio elettronico, una voce metallica ci saluta dicendo “Ben svegliati ragazzi”.


FINE.


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