ORSI ITALIANI MAGAZINE




ATTENZIONE / NOTICE

Questa pagina contiene immagini di nudo maschile e testo a contenuto omoerotico: e' pertanto riservata a persone maggiorenni

This page contains pictures of male nudity and a text with homoerotic contents: it's intended for persons over 18






Three Rooms: Capitolo 2

Un racconto di Verybigbear


I racconti pubblicati possono contenere descrizioni di sesso non sicuro: ricordate, sono opera di fantasia! Nella vita reale praticate sempre il Sesso Sicuro usando il preservativo.

The stories published in this section may contain descriptions of unsafe sex: remember, it's fiction! In real life always practice Safe Sex by using condoms.


La stanza dei fratelli

[...] “Ora puoi salire” disse a Giuliano porgendogli una chiave che aveva sfilato da sotto il cuscino. Buon divertimento.

Giuliano prese la chiave dalla mano di Andrea e la osservò. Il portachiavi era piuttosto ingombrante e raffigurava due omini stilizzati che si tenevano per mano.

Lo colpì molto il distacco con cui lo stava trattando Andrea, ma lo liquidò come la classica repulsione post-coito e se ne dimenticò in fretta.

Rigirò tra le mani quello strano portachiavi e non potè non notare la sua fattura artigianale. Era un pezzo unico, non una produzione di serie.

Quel posto era pieno di stranezze, ma Giuliano non era in vena di porsi troppe domande.

Aveva voglia di proseguire il viaggio nel palazzo, era solo al primo piano. Chissà chi l’aspettava al piano superiore.

Entrò nell’ascensore e si voltò per inserire la chiave nella serratura del secondo piano e notò che Andrea lo seguiva con lo sguardo.

Aveva un sorriso strano sulla faccia, come se pregustasse quello che il palazzo aveva in serbo per lui.

Giuliano girò la chiave e accennò un saluto ad Andrea, il quale però non rispose e distolse lo sguardo.

L’ascensore fu rapido a salire come la prima volta e Giuliano si trovò in un attimo al secondo piano, in un corridoio corto che terminava con una porta del tutto simile a quella del primo piano.

Su di essa una targa

N & S


Nord e Sud?” si chiese Giuliano. “Magari è un ufficio di contabilità” pensò tra sé, ricordando quanti film hard fossero girati in un contesto lavorativo.

“Se è così sono stati davvero banali…” si disse quasi annoiato. “Ma il teschio sotto? Ci manca solo che sia un ufficio di pompe funebri...”

Fece per bussare quando si accorse che l’uscio era solo accostato.

Spinse la porta ed entrò. L’interno era completamente al buio tranne che per delle lucine a filo pavimento che illuminavano giusto il cammino.

Si rese conto ben presto di essere in un altro corridoio che dopo 4 metri circa svoltava a destra.

Procedette a passi cauti e si trovò davanti l’ingresso di una camera da letto.

Distesi e impegnati in un acceso 69 c’erano Nicolaj e Sila.

La scena era da film porno di qualità. Luci soffuse, biancheria da letto in seta e due uomini da mozzare il fiato, uno orsone dal pelo nero e uno orsone dal pelo chiaro, uniti in un 69 perfetto quasi a ricordare il simbolo di yin e yang.

Giuliano entrò nella stanza cercando di non interrompere quel momento perfetto.

Nicolaj alzò lo sguardo e lo fissò. Non c’era nulla nel suo sguardo.

I suoi occhi chiari erano freddi e penetranti e davano a quello che stava facendo un significato inquietante.

Giuliano si sarebbe aspettato di scorgere delle emozioni in lui, invece sembrava stesse eseguendo un compito con asettico distacco.

Anche Sila notò Giuliano. Lasciò il sesso di Nicolaj e disse “Benvenuto nella nostra stanza!” sfoderando un sorriso disarmante.

Aggiunse “Nicolaj è ansioso di fare a te quello che hai appena fatto a sua moglie e io mi sono offerto di dargli una… mano, per così dire”.

Sua… moglie?” disse Giuliano iniziando a collegare tutti i pezzi del puzzle.

Sì Andrea, la moglie di Nicolaj. In realtà si chiama Муза, ma l’ho ribattezzata Andrea per l’ambiguità di genere che ha nella vostra lingua. Ti piace come l’ho trasformata?”

Sei stato tu a farle quello…?” balbettò Giuliano.

Te l’ho detto che Nicolaj aveva scelto la pillola rossa, no? Da quel momento ha deciso di obbedirmi senza eccezioni e la moglie è, diciamo così, parte del pacchetto.”

Come l’hai convinta?” chiese Giuliano sempre più scioccato da quello che stava sentendo.

A dir la verità è stata lei a propormi l’idea” rispose Sila. “Credo che ci siano molti fattori che hanno contribuito a questa scelta.

Sicuramente la voglia di vendicarsi di Nicolaj togliendogli la possibilità di avere un figlio, ma anche e soprattutto la voglia di piacere al marito sia come uomo che come donna.

Quando ha scoperto che Nicolaj preferiva i piselli alle patate, per dirla con una metafora, ha pensato che in questo modo gli sarebbe piaciuta di più. E devo dire che aveva ragione”

E Nicolaj come l’ha presa?” chiese Giuliano.

Non mi hanno detto mai nulla” rispose Nicolaj. “Ho saputo tutto in ospedale dai medici quando Муза è stata ricoverata per un banale intervento.”

La sera che ci siamo incontrati?” gli chiese Giuliano.

Sì, quella sera.” rispose algido Nicolaj.

Giuliano si chiese come aveva potuto essere così sereno dopo una notizia del genere e soprattutto come avesse potuto sfondarlo in quel modo senza battere ciglio, ma si ricordò del forte condizionamento mentale esercitato da Sila sul fratello e capì.

Nicolaj io…” balbettò mentre una lacrima gli solcava il volto, ma appena alzò lo sguardo sull’uomo che amava vide solo due occhi di ghiaccio e non si accorse del pugno che gli stava sferrando dal lato.

Lo colpì in piena faccia e l’ultima cosa che vide fu un dente che volava via mentre la stanza si tingeva di nero puntellato di stelle e lampi di luce.

Cadde privo di sensi sul pavimento.

...

Giuliano si risvegliò e gli sembrò di essere senza peso e la cosa gli parve piuttosto strana, vista la stazza.

La parte sinistra della faccia doveva essere gonfia e un dolore pulsante gli martellava in testa.

Provò ad allungare una mano per toccarla ma non ci riuscì. Si rese conto di avere gambe e braccia inguainate da una sorta di imbracatura e di essere sospeso nel vuoto.

Realizzò quasi istantaneamente che doveva essere l’ennesimo gioco-tortura di Sila.

E forse anche di Nicolaj, visto il voltafaccia di cui era stato protagonista. La sensazione di perdita di orientamento era angosciante.

A parte la gravità che gli dava la direzione alto-basso, non aveva altri riferimenti.

Dal nulla, improvvisamente, risuonò nella stanza una voce metallica: “Bentornata troia!”

Era la voce di Nicolaj, riconoscibile anche attraverso la distorsione dell’altoparlante.

Il suono diede a Giuliano anche l’idea delle dimensioni della stanza. Non era sicuramente la stanza da letto di prima, era più grande.

Improvvisamente un faretto si accese sopra di lui all’altezza del pube e la stanza iniziò a prendere forma.

Vide le catene che dal soffitto arrivavano alle imbracature di pelle nera che gli avvolgevano gambe e braccia e poi vide lui. Sila.

Se ne stava proprio dietro di lui, in silenzio totale, e lo fissava dall’alto al basso con un ghigno pazzo sul volto.

Purtroppo abbiamo dovuto usare le imbracature. Con i ganci sarebbe stato più piacevole ma vista la tua stazza ne avremmo dovuti usare troppi e non c’era il tempo. Ti assicuro comunque che il resto del programma è immutato” gli disse Sila.

Mi volete uccidere?” gli chiese Giuliano spaventato.

Uccidere? Assolutamente no. Perché dovremmo fare a meno di una nostra proprietà?”

Io non ho preso nessuna pillola” protestò Giuliano.

E’ vero non l’hai fatto” replicò Nicolaj emergendo dal buio “ma è diventato irrilevante nel momento in cui stupidamente ti ho rivelato le conseguenze della scelta. Non possiamo correre il rischio che tu ti suicidi per sfuggirci.”

Dov’è finito il Nicolaj dolce e affettuoso che ho conosciuto?” piagnucolò Giuliano.

Credo sia finito nello stesso posto in cui è finito il Giuliano che mi giurava amore eterno” gli rispose asciutto Nicolaj. “Ci hai messo poco a farti convincere da Roberto a venire in questo posto e non dirmi che pensavi fosse una sala da the.”

Giuliano, messo davanti al suo evidente tradimento, arrossì violentemente e si ammutolì.

E ci hai messo ancora meno a scopare davanti e dietro mia moglie” aggiunse con voce carica di risentimento.

Non nego che lo spettacolo ci è piaciuto” intervenne Sila. “Da quel che vedo piace anche agli utenti di XTube. Ha già duemilatrecento visualizzazioni in meno di un’ora”.

Nicolaj per un attimo alzò lo sguardo sul fratello, ma poi si concentrò nuovamente sull’uomo appeso davanti a lui.

Hai messo il video su XTube?” urlò Giuliano sopraffatto dalla vergogna.

Tecnicamente non sono stato io, se n’è occupato Gianmaria alla reception. E’ molto bravo alla regia e ha molta esperienza. Hai dei primi piani fantastici!” rispose Sila divertito. “Ovviamente il tutto postato dal tuo account.”

Il mio account?” domandò incredulo Giuliano.

Sì sì, un account registrato in piena regola con nome, cognome e numero di telefono, indirizzo… tutto! E’ abbastanza strano per XTube dare le proprie generalità, ne convengo, ma molti esibizionisti lo fanno per il puro brivido che dà l’esposizione. Tu mi capisci vero?” spiegò Sila.

Questo significa che sono sputtanato per sempre!” gridò Giuliano in faccia a Sila.

Tesoro mio, ho solo mostrato al mondo cosa ti piace fare a letto. Mi accusi forse di mentire?” gli disse impassibile Sila.

Giuliano per la seconda volta si ammutolì. Aveva mille obiezioni a quel ragionamento ma la verità era che, trucchetti dei due fratelli a parte, si era sempre messo volontariamente in certe situazioni.

Come vedi, Nicolaj, anche Giuliano è d’accordo con noi. E’ colpevole. Cosa ti avevo detto?” disse Sila.

Hai ragione fratello. Come ho potuto credergli? Come ho potuto allontanarmi da te?” gli rispose Nicolaj, con voce triste.

Non ti preoccupare fratellone” gli disse Sila con infinita dolcezza. “Ora siamo entrambi più forti e consapevoli. Cosa ne dici di iniziare a prenderci cura di lui?”

Con piacere Sila” disse Nicolaj con un lampo negli occhi.

Sila raccolse da terra quello che sembrava un pappagallo da ospedale, solo che anzichè avere il fondo piatto terminava con una cannuccia di gomma lunga circa un metro.

Ora apri la bocca” disse Sila a Giuliano con tono fermo e deciso.

Giuliano esitò un attimo ma poi pensò che in un modo o in un altro l’avrebbero convinto. Tastò con la lingua il buco lasciato dall’incisivo che Nicolaj gli aveva fatto volare via con un pugno e decise di aprire la bocca senza opporre resistenza.

Fratello, guarda qui, il buco lasciato dall’incisivo che gli hai tolto sembra fatto apposta per la cannula!” disse Sila ridendo.

Nicolaj si allungò per guardare e scoppiò in una risata fragorosa. “Nulla accade per caso” sentenziò.

Ora non contrastare la cannula o soffrirai inutilmente. Ignora il riflesso gastrico, passerà in fretta” disse Sila con il suo tono da medico.

Fece scivolare la cannula lungo l’esofago di Giuliano finché non arrivò allo stomaco.

La senti nello stomaco?” gli chiese Sila.

Giuliano annuì.

Ora puoi anche chiudere la bocca se vuoi” disse Sila incastrando la cannula nella sede dell’incisivo mancante.

Inizio io?” disse Nicolaj “me la sto tenendo da troppo tempo e non ce la faccio più.”

Prego fratellone” gli rispose Sila porgendogli il pappagallo.

Nicolaj afferrò il pappagallo per il manico, scoprì il glande e lo avvicinò alla bocca del pappagallo. Non riuscì ad infilarlo dentro perché il diametro della bocca era troppo piccolo per lui ma appoggiò la punta del glande su di essa e iniziò ad urinare.

Nicolaj ha una vescica molto capiente” disse Sila divertito. “Spero tu abbia sete”.

L’urina di Nicolaj iniziò a scendere lungo la cannula e Giuliano sentì il liquido caldo riversarsi nel suo stomaco. Non potè fare a meno di eccitarsi all’idea e il suo pene si irrigidì.

Guarda come si è eccitata la troia” disse Nicolaj al fratello indicando il basso ventre di Giuliano.

Significa che stiamo andando bene, no?” disse Sila divertito.

E abbiamo solo iniziato” proseguì Nicolaj strizzando l’occhio al fratello.

Il getto di Nicolaj sembrava davvero non finire più. Giuliano sentì il sapore pungente dell’urea risalire dallo stomaco ed ebbe una sorta di conato, ma la cannula in qualche modo soffocò il riflesso. Prontamente Sila fece apparire dal nulla una siringa con ago ipodermico e gli iniettò un liquido chiaro nel braccio.

Scusami, avevo dimenticato l’antiemetico” disse Sila. “La nausea dovrebbe scomparire a breve. Non vorrei mai che la pioggia dorata di Nicolaj andasse sprecata sul pavimento.”

Nicolaj emise l’ultima goccia di urina e si allontanò dal pappagallo che inesorabilmente e lentamente svuotava l’ultima parte del suo contenuto giallognolo nello stomaco di Giuliano.

E’ il tuo turno Sila” disse Nicolaj con tono cameratesco.

Anch’io devo svuotarmi un bel po’” disse Sila. “Sei pronto troia?”

Giuliano non rispose ma si limitò ad annuire. Lo fece meccanicamente. Quei due erano bravissimi a soggiogare le persone e a far loro fare “spontaneamente” quello che volevano.

Anche Sila avvicinò la punta del suo grosso arnese alla bocca del pappagallo e iniziò ad urinare.

Giuliano ormai era indifferente a quello che gli stava succedendo.

Dallo stomaco saliva un odore pungente, come quello che sente nei bagni pubblici delle stazioni, ma lui era poco più di un oggetto di piacere ormai.

Quello stato mentale era una formidabile difesa contro lo schifo che stava subendo e in qualche modo, in un angolo remoto della sua coscienza, se ne rendeva conto.

Anche Sila finì di urinare e lentamente sfilò la cannula dalla bocca di Giuliano.

Ecco, ci siamo svuotati la vescica. Ci resta ancora una cosa da svuotare: i testicoli.” disse Sila.

Come hai visto quando sei entrato, ci siamo ben caricati a vicenda. Ora finiremo con te. Dentro di te per la precisione. Sei pronto?” chiese Nicolaj.

Sì padroni” rispose meccanicamente Giuliano.

Vuoi vedere che ha finalmente imparato?” disse Sila stupito al fratello.

Prima tu” disse Nicolaj. “A me piace scopare un culo già rotto, lo sai.”

Beh, è già rotto” disse Sila indicando l’ano sfondato di Giuliano.

Sì ma io lo preferisco più rotto e soprattutto lubrificato” lo incalzò Nicolaj.

Va bene, faccio io da apripista” disse Sila avvicinandosi alle gambe divaricate di Giuliano.

Con le mani aprì le natiche e con un colpo secco fu dentro di lui. Giuliano si stupì del dolore blando che lo colpì.

Si aspettava un dolore molto maggiore da una penetrazione a secco perpetrata da un arnese grosso come quello di Sila, ma evidentemente avere il culo rotto aveva i suoi lati positivi.

Hai fatto proprio un bel lavoro Nicolaj” disse Sila “ora lo prende a secco senza battere ciglio. Chissà se Hammer gli farà provare le sensazioni giuste…”

Ham..mer?” balbettò Giuliano.

Ogni cosa a suo tempo” gli rispose Nicolaj. “Pensa a far godere mio fratello adesso, troia.”

A quelle parole Sila cominciò a pompare Giuliano. All’inizio il ritmo fu lento e entrambi godettero del contatto reciproco.

Il buco di Giuliano si bagnò di umori e quello fu il segnale che scatenò la cavalcata furiosa di Sila.

L’adipe di Giuliano tremava ad ogni colpo finché Sila, con un grugnito strozzato venne copiosamente inondando l’intestino di Giuliano con il suo caldo seme.

Quando l’onda dell’orgasmo svanì Sila esclamò “Porca troia, era tanto che non avevo un orgasmo del genere. Devo averti proprio riempito bene…”

Ora tocca a me” disse Nicolaj con l’arnese già in tiro e pronto per scopare “fammi iniziare prima che questo stronzo lasci cadere il tuo seme. Sai quanto mi piace fottere un buco lubrificato dalla tua sborra…”

Prego accomodati” gli disse Sila abbozzando un inchino.

Nicolaj afferrò i fianchi pingui di Giuliano e lo inculò fino alle palle, facendolo sussultare.

Nicolaj per l’amor del cielo… torna in te” piagnucolò Giuliano.

Zitta troia!” gli urlò in faccia Nicolaj “tu sei solo un pisciatoio per noi, un buco in cui godere, un giocattolo da usare. Hai capito puttana?”

Giuliano non rispose. Si limitò ad annuire mentre le lacrime gli solcavano il volto.

Soddisfatto, Nicolaj iniziò a pompare. Si vedeva che stava usando tutta la violenza di cui era capace.

Voleva far soffrire Giuliano con tutte le sue forze e ci stava riuscendo. Il volto di Giuliano era una maschera di sofferenza e non riusciva nemmeno a gemere perché i colpi violenti di Nicolaj gli toglievano il fiato.

Lo stallone nero continuò questo martirio per dieci minuti buoni finché anche lui esplose nelle viscere tormentate di Giuliano.

Ci voleva proprio questa scopata” disse Nicolaj riprendendosi dallo sforzo. “Ora io e Sila andremo di là a riposarci, ma non ci sarà nessun riposo per te”.

Dalla penombra della stanza emerse Sila, spingendo un pesante macchinario su ruote.

Ti presento Hammer” gli disse teatralmente Nicolaj. E aggiunse “Oh che sbadato, non lo puoi vedere... “ e ridacchiò.

Hammer è un modello di butt machine che abbiamo costruito io e Roberto” disse Sila. “Avevo bisogno delle sue competenze in ingegneria e quando gli ho detto che l’avrei usato su di te è stato molto contento di partecipare”

Tecnicamente è un modo elettromeccanico per scoparti il culo” disse Nicolaj “lui regge ben oltre quello che un essere umano può reggere in termini di erezione.”

Il punto è quanto reggerai tu” disse Sila a Giuliano. “Come potrai immaginare non possiamo usare un dildo normale su di te, non sentiresti niente. Per questo ho montato su Hammer un dildo di 15 centimetri di diametro. Dovrebbe andare bene.”

Siete fissati con questi 15 centimetri” disse sarcastico Giuliano, stupendosi di aver pronunciato quelle parole.

Tutto torna” disse serio Sila. “Con te non abbiamo lasciato nulla al caso. Inizi a vedere il grande disegno che c’è dietro?”

Sila non attese la risposta di Giuliano, che non sarebbe comunque arrivata.

Regolò l’altezza di Hammer in modo che la punta del tremendo dildo fosse in linea con il buco di Giuliano e calcolò l’inclinazione con cui sarebbe dovuto entrare. Armeggiò con le regolazioni finché fu soddisfatto.

Passami la vaselina, Nicolaj” disse Sila.

Nicolaj passò un vaso aperto al fratello che prese una manata generosa di pomata e la spalmò su tutta la punta del dildo.

Ora resta solo da stabilire la corsa del pistone” disse Sila serio.

Beh direi che 15 centimetri è il valore giusto. Stessa corsa, stesso alesaggio.” disse Nicolaj.

Ottima idea fratello” disse Sila illuminandosi. Avvicinò la macchina a Giuliano in modo che la punta premesse sul suo ano, regolò la corsa del pistone con una ghiera zigrinata e accese il quadro.

Il dildo si mosse molto lentamente e grazie alla copiosa lubrificazione si fece strada nell’ano di Giuliano apparentemente senza sforzo.

Giuliano strabuzzò gli occhi ed emise un urlo disumano. Si udì un suono liquido come di tela strappata mentre il pistone compiva la sua prima corsa piena.

Si fermò esattamente a 15 centimetri e poi iniziò ad arretrare con la stessa velocità con cui era entrata. Purtroppo per Giuliano, a differenza di quanto era capitato con lo speculum, il dolore non fu in grado di farlo svenire.

Brava la mia troia” disse Nicolaj “questa volta non sei svenuto come una signorina”

Il pistone iniziò la seconda corsa e compì un secondo ciclo senza produrre ulteriori danni a Giuliano che stava lì, sospeso, inerme, paonazzo in volto, con un rivolo di bava che si mischiava alle lacrime.

Vedo che sei entrato nell’inferno che abbiamo costruito per te” disse Sila guardandolo negli occhi senza che Giuliano ricambiasse lo sguardo. “Bene bene.”

Nicolaj, metti il ciclo a velocità pulsante con periodo di un’ora” disse al fratello.

Ora divertiti troia, torneremo tra tre ore. Forse.” disse Nicolaj a Giuliano.

I due uscirono dalla stanza e spensero la luce, lasciandolo al buio in preda a Hammer e al suo rumore metallico.

Giuliano non credeva che l’avrebbero lasciato veramente lì per tre ore, pensava fosse l’ennesimo scherzo crudele… Ma non sapeva quanto si sbagliava.

Hammer era stato programmato per avere una velocità ciclica, passando dalla più bassa alla più alta e poi di nuovo alla più bassa in un’ora.

Non era un atto di misericordia nei confronti del malcapitato… in realtà era l’unico modo per rendere quella tortura appena tollerabile.

Nessuno avrebbe resistito a periodo lunghi alla massima velocità, ma molto avrebbero resistito a più periodi a velocità variabile.

Era stata progettata per questo, ma Nicolaj e Sila l’avevano trasformata in una specie di arma.

Già un’ora con un dildo di 15cm di diametro avrebbe procurato danni permanenti a chiunque.

Imporre tre ore di “trattamento” equivaleva a rendere Giuliano sicuramente incontinente a vita se non peggio. Sila, dall’alto della sua competenza medica, lo sapeva benissimo e aveva deciso che quella era la punizione adeguata al tentativo di strappare Nicolaj dal suo controllo.

Ovviamente avrebbe anche raggiunto lo scopo di piegare una volta per tutte la volontà di Giuliano.

Sila si sedette davanti al monitor che restituiva le riprese della telecamera ad infrarossi nella stanza in cui era legato Giuliano.

La telecamera era piazzata sul soffitto e inquadrava la scena dall’alto.

Si vedeva Hammer entrare ed uscire ed il corpo di Giuliano sussultare ad ogni corsa.

Già si vedeva l’aumento di velocità rispetto all’inizio e l’espressione di sofferenza era inequivocabile sul volto del poveretto.

Mentre Sila si godeva la scena seduto su una sedia da ufficio, Nicolaj si inginocchiò davanti a lui e iniziò una fellatio lenta e sensuale. “Va bene così, padrone?” chiese Nicolaj a Sila.

Bravissimo Nicolaj” gli rispose Sila “continua così, ti avviso io quando Hammer raggiunge il picco”.

Dopo pochi minuti una luce rossa si accese sul display di Hammer e la macchina iniziò ad andare alla massima velocità. Sila fece alzare Nicolaj e assieme guardarono il monitor, molto eccitati da quello che stavano vedendo.

Giuliano, nella totale oscurità, vide il bagliore della luce rossa che si era accesa e immediatamente percepì il martellare insopportabile di Hammer nel suo ano devastato.

Il numero di corse per secondo passò da due a tre e per quattro interminabili minuti continuò con quella frequenza, dopodichè tornò a due per rallentare via via di nuovo. I

l dolore era insopportabile, la lubrificazione che aveva apportato Sila era stata generosa ma ormai era quasi tutta consumata.

Gli sfinteri erano doloranti e Giuliano pregava che non ci fossero state conseguenze irreparabili anche se in cuor suo sapeva che non era così.

Nella stanza di controllo Sila venne copiosamente addosso a Nicolaj, imbrattandogli il pelo della schiena. Lo obbligò ad inginocchiarsi di nuovo e a ripulirgli per bene il cazzo.

Questo non arriva alla fine della seconda” disse Nicolaj con la bocca piena.

E’ proprio quello che voglio” gli rispose Sila con un ghigno feroce sul volto.

Nel frattempo Giuliano era sprofondato nell’abisso della follia.

La totale oscurità della stanza, la sospensione da terra, la devastazione anale che stava subendo e non da ultime la nausea e le vertigini che Sila gli aveva procurato con un’iniezione di solanina, lo stavano rapidamente spezzando.

Quando la luce di Hammer si accese per la terza volta e il pistone iniziò il suo martellamento folle, Giuliano aveva gli occhi fuori dalle orbite, la barba zuppa di saliva e muco e con voce rotta chiamava insistentemente Nicolaj implorando pietà.

Nella stanza di controllo Sila osservava la scena mentre Nicolaj giocava con il cellulare.

Quanto manca alla fine di questo strazio?” chiese Nicolaj a Sila senza alzare lo sguardo.

Una ventina di minuti” gli rispose Sila guardando compiaciuto il fratello. “Che ne dici di andarti a rivestire? Dobbiamo portarlo al terzo piano…”

Mi faccio una docc…” inziò Nicolaj.

NO!!!” urlò Sila. “Voglio che tu ti tenga il mio sperma addosso. Vestiti così”.

Nicolaj lo guardò e rispose “Come vuoi tu fratello” ed uscì dalla stanza.

Quando tornò indossava un paio di calzoni sportivi al ginocchio e una tshirt aderente senza maniche. Sulla schiena erano evidenti delle macchie scure in corrispondenza dei fiotti di sperma di Sila.

Andiamo” gli disse Sila, e i due si diressero nella stanza in cui c’era Giuliano.

Senza dire una parola Sila sfilò Hammer dall’ano distrutto di Giuliano e lo mise da parte.

Nicolaj sbloccò un meccanismo e calò lentamente Giuliano a terra. Quando fu completamente disteso e libero dalla sospensione, Nicolaj si occupò di liberargli le gambe e Sila gli liberò torace e braccia.

Giuliano, nonostante fosse ora libero, non accennava a muoversi.

I due lo guardarono con un misto di divertimento e disprezzo, poi prima di andarsene gli gettarono addosso una chiave attaccata ad un grosso portachiavi.

Il portachiavi era una massiccia R di ferro arrugginito e quando colpì il pavimento fece un rumore che fece sussultare Giuliano.

Nicolaj e Sila uscirono da dove erano venuti. La luce si spense e Giuliano piombò ancora nell’oscurità.

(continua)

I vostri commenti a verybigbear@protonmail.com