ORSI ITALIANI MAGAZINE




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Three Rooms: Capitolo 1

Un racconto di Verybigbear


I racconti pubblicati possono contenere descrizioni di sesso non sicuro: ricordate, sono opera di fantasia! Nella vita reale praticate sempre il Sesso Sicuro usando il preservativo.

The stories published in this section may contain descriptions of unsafe sex: remember, it's fiction! In real life always practice Safe Sex by using condoms.


La stanza di Andrea

L’edificio che gli era stato indicato era proprio lì davanti ai suoi occhi e nonostante questo non riusciva a crederci. Giuliano era passato mille volte per quella via di Padova ma avrebbe giurato su qualsiasi cosa che quella palazzina a tre piani, che assomigliava più ad una casa nata male, lì non c’era mai stata.

Gli sembrava evidente tuttavia che doveva essersi sbagliato perché a giudicare dallo stato della muratura il posto doveva avere almeno trent’anni. Attraversò ancora incredulo l’ingresso del giardino e venne accolto da quello che un ottimista avrebbe definito giardino all’italiana non curato.

C’erano piante di rose il cui unico vanto erano rami contorti con delle spine tozze e minacciose. C’erano erbacce di tutti i tipi e fiori selvatici dozzinali. La porta di ingresso, tuttavia, era una nota stonata in tutto questo quadro squallido.

Una maniglia in acciaio satinato risaltava perfettamente su una porta di rovere scuro impreziosita da un vetro opalino decorato con dei bellissimi fiori blu. Sulla porta una targhetta in acciaio delle dimensioni di un biglietto da visita recitava: Three Rooms Club Privato

Suonò il campanello anonimo sul muro e uno scatto di serratura gli rispose quasi subito, socchiudendo impercettibilmente l’uscio. Giuliano entrò e un lezzo di disinfettante per pavimenti lo investì, irritandogli le narici e facendogli lacrimare gli occhi.

Buongiorno” lo apostrofò un uomo “posso aiutarla?”

Giuliano si voltò e squadrò il figuro che l’aveva salutato. Era un uomo sulla sessantina, appesantito ma non grasso, con una folta capigliatura quasi bianca pettinata stile anni ‘60, occhiali dorati, grossi basettoni bianchi e un mazzo di pelo che gli usciva dalla camicia sbottonata. Si vedeva che vestiva abiti comodi per non esaltare le sue forme abbondanti.

Buongiorno a lei” rispose. “Vorrei farmi socio del club. Posso rivolgermi a lei?”

Certamente signore” rispose con cortesia e professionalità il portiere. “Mi dica: il nostro club le è stato consigliato da qualcuno?”

Certo” si affrettò a dire Giuliano “mi manda Roberto, l’ingegnere”.

Ah bene” rispose il portiere illuminandosi in volto. “In questo caso la quota associativa annuale è di soli 500€”.

Perfetto” disse Giuliano allungando sei banconote da cento al portiere. “Il resto è per lei”.

Grazie signore. Immagino che come prima volta voglia visitare tutte e tre le stanze”.

Certamente. Da quale mi consiglia di iniziare?”

Le consiglio di seguire l’ordine dei piani, signore. L’abbiamo studiato per darle la miglior esperienza possibile” e così dicendo gli allungò una chiave di sicurezza a doppia mappa con un portachiavi a forma di 1 d’oro. “Entri nell’ascensore e usi la chiave nella serratura corrispondente al primo piano. Buon divertimento signore!”

Giuliano afferrò la chiave, fece un segno di ringraziamento con il capo e si diresse verso l’ascensore. La cabina era nuovissima e molto tecnologica, con un cruscotto molto scarno. C’erano tre serrature, una per piano, e un pulsante di emergenza.

Giuliano inserì la chiave nella serratura del primo piano e diede un quarto di giro. La porta si chiuse con uno sbuffo pneumatico e l’ascensore iniziò una breve e rapidissima salita, tanto rapida che la porta si riaprì quasi subito dopo essersi chiusa.

Si trovò davanti ad una porta dello stesso legno di quella di ingresso. Anche su questa campeggiava una targhetta, che recitava: La stanza di Andrea - Bussare

Giuliano bussò e una voce maschile gli rispose: “Avanti!”

Aprì la porta. La stanza era inondata di una luce calda proveniente dalle finestre che occupavano buona parte dei due lati esterni. Sul letto sotto le finestre c’era un uomo molto robusto con indosso una sorta di vestaglia di tessuto lucido rosso bordato di bianco. Sembrava un pugile. Dava le spalle alla porta e per un po’ non si voltò.

Come ti chiami?” chiese. “Giuliano” gli rispose.

Sei l’amico di Roberto per caso?” gli chiese incuriosito.

Sì sono io” rispose facendosi coraggio Giuliano.

Piacere, sono Andrea” disse l’uomo voltandosi e porgendogli la mano.

Giuliano ebbe un sussulto e per un attimo esitò a porgere la mano ad Andrea.

Andrea se ne accorse e con un sorriso sincero gli disse “Vedo che Roberto non ti ha detto nulla di me” e iniziò a ridere sommessamente.

Giuliano era rimasto interdetto perché si aspettava un uomo ma Andrea sfuggiva alla definizione classica di genere. Aveva una folta barba nera, due bellissimi occhi blu ed era molto peloso ma il suo petto non era maschile.

Aveva due seni sodi, femminili e gonfi, con due areole favolose ma completamente ricoperti di peli.

Perdonami” disse Giuliano non volevo essere maleducato.

Tranquillo, so bene qual è la prima reazione che suscito nelle persone” gli rispose Andrea. “E non nego che la cosa mi piace” aggiunse con un sorriso malizioso.

Eri una donna vero?” gli chiese Giuliano in maniera molto diretta.

Ero, sono… chi può dirlo?” gli rispose Andrea. “Di sicuro mi identifico più col genere maschile ma mi piacciono gli uomini e non voglio rinunciare né alle mie tette sode né alla mia vagina. Non potrei mai essere completamente uomo quindi cerco un equilibrio”

A Giuliano queste parole sembravano molto sagge… e soprattutto pronunciate con sincerità. Questo lo sciolse parecchio e si avvicinò ad Andrea per porre rimedio alla gaffe.

Piacere, sono Giuliano” ripeté, questa volta porgendogli la mano.

Piacere mio, io sono Andrea” disse sorridendo il padrone della stanza.

Giuliano si sedette accanto ad Andrea che si scostò più per cortesia che per necessità.

Sei molto bello” disse Giuliano timidamente, abbassando lo sguardo sui seni di Andrea.

E’ strano vero?” gli chiese Andrea scoprendo le spalle e i seni.

A quella vista l’erezione di Giuliano esplose nei suoi pantaloni.

Toccale” disse Andrea sollevando i suoi seni e offrendoli a Giuliano.

Giuliano allungò timidamente la mano destra e prese a coppa il seno sinistro di Andrea. Era molto sodo e i capezzoli turgidi lasciavano intuire che anche Andrea fosse eccitato.

Perché non ti spogli?” lo invitò Andrea “

Giuliano era molto su di giri ma anche un po’ intimidito. Aveva già avuto dei rapporti con dei trans, ma sempre uomini con aspetto femminile, mai donne con un aspetto così maschile, ma era piacevolmente confuso.

Andrea era consapevole del turbamento sincero di Giuliano e gli si avvicinò con molto tatto, abbracciandolo e rassicurandolo.

Pensa a me come una persona che ha avuto il dono di scegliersi un’identità tutta sua e un corpo ‘su misura’. So che questa ambiguità ti piace, datti la possibilità di goderne appieno” gli disse sussurrando.

Giuliano si sbloccò, come se questa frase fosse la tessera mancante di un puzzle mentale che non riusciva a completare da solo.

Perdonami, devo sembrarti un vero idiota” si scusò Giuliano.

Non lo sei affatto” gli rispose Andrea “anzi, è un’ottima premessa per ciò che stiamo per fare ora” e così dicendo si sfilò la vestaglia rossa che cadde sul letto, rivelando il suo torace possente ed estremamente villoso su cui si stagliavano i suoi seni gonfi e fieri.

Giuliano sentì montare l’eccitazione dentro di sè. Non solo il suo sesso era duro come la pietra, ma un formicolio lo percorse dalla base della nuca lungo tutta la spina dorsale.

Si sbottonò la camicia sotto lo sguardo lussurioso di Andrea e la sfilò gettandola a terra.

Il suo ventre gonfio debordava abbondantemente sopra i pantaloni rendendo evidente a cosa fossero dovuti tutti i suoi 150 kg.

Ad Andrea tuttavia quella vista doveva essere ben gradita perché il dito medio della sua mano destra era impegnato in una masturbazione soft, evidentemente pregustando quello che sarebbe venuto in seguito.

Amore, sei proprio tanto, sei bellissimo” lo incoraggiò Andrea.

Giuliano non rispose ma si sfilò pantaloni e boxer rivelando il suo non trascurabile uccello e rimanendo completamente nudo.

Cos’è successo al tuo buco tesoro?”  chiese Andrea alla vista del culo sfondato di Giuliano.

E’ una lunga storia” gli rispose Giuliano “diciamo che ho incontrato due fratelli che hanno lasciato il segno”.

Sembra una rottura definitiva” constatò Andrea pensieroso.

Sì lo è” rispose Giuliano “ma per fortuna non ho perso il controllo degli sfinteri. Mi viene solo molto più facile prenderlo in culo.”

Vieni qui accanto a me” gli disse Andrea, e Giuliano si sedette accanto a lui, obbediente. Andrea gli mise una mano sul torace e con delicatezza lo spinse giù facendolo stendere supino.

Ora ci penso io” sussurrò Andrea, e con grande naturalezza fece scorrere le sue labbra sul glande di Giuliano fino ad ingoiarlo completamente.

Giuliano sfiorò i capelli corti di Andrea e passò la mano prima sulla sua nuca e poi sulle sue spalle. Il pelo era folto e vaporoso. “Chissà che botta di ormoni si sarà preso” si chiese tra sé, immaginando solo lontanamente quale sofferenza ci possa essere in una crisi di identità tanto profonda.

L’abile lavoro di bocca di Andrea lo distolse da questi pensieri. Si sentiva già molto vicino all’orgasmo ma non voleva venire così rapidamente. Che figura avrebbe fatto?

Vieni qui” disse ad Andrea invitandolo accanto a sé sul letto.

Andrea si distese accanto a lui con un’agilità sorprendente per la sua mole. Si mise di fianco, offrendo a Giuliano il contatto con i suoi seni, e iniziò a mordicchiargli l’orecchio destro, masturbandolo lentamente con la mano destra.

Giuliano era eccitatissimo e sapeva fin troppo bene che se l’avesse lasciato fare sarebbe venuto quasi subito.

Decise allora di prendere l’iniziativa. Dapprima si piegò sul fianco destro mettendosi faccia a faccia con Andrea, poi lo spinse mettendolo supino e gli salì sopra.

La scena fu un po’ goffa ma piena di erotismo. Giuliano non era il tipo da prendere l’iniziativa in questo modo, ma la parte femminile di Andrea aveva risvegliato il suo istinto di maschio e ora aveva lui il controllo.

Mi hai fatto bagnare, stallone” gli disse Andrea. Giuliano passò un dito sulle piccole labbra e se lo portò alla bocca, assaporando gli umori del suo partner.

Sono pronto” disse Andrea aprendo le gambe in modo volutamente osceno. Giuliano, che era all’apice dell’eccitazione, non si fece ripetere l’invito e appoggiò la fragola sulla vagina, spingendo quanto basta per farne entrare metà.

Andrea mugolò di piacere. “Ci sai fare” gli disse.

Sai che è la prima volta che tocco una vagina?” gli rispose Giuliano.

Davv…” disse Andrea ma le parole gli si soffocarono in gola perché Giuliano, con un colpo di reni, l’aveva penetrato fino alle palle.

Sì davvero” gli disse Giuliano mentre si muoveva, con movimenti lenti, avanti e indietro estraendo e inserendo l’asta senza estrarre mai la fragola.

Andrea iniziò a mugolare e a dimenarsi mentre Giuliano lo impalava sul suo grosso arnese. Si toccava i seni pelosi, li stringeva e li avvicinava, evidenziando il folto pelo che le ricopriva interamente il petto.

Giuliano era eccitato come mai nella sua vita, così su di giri che l’idea che il cazzo gi si potesse ammosciare era quanto meno ridicola. La mucosa vaginale di Andrea era abbondantemente lubrificata dai suoi umori e le sensazioni che gli restituiva erano pazzesche.

Ce l’hai durissimo tesoro” gli disse Andrea tra un mugolio e l’altro.

Mi piacerebbe ingravidarti” gli rispose Giuliano, rendendosi conto di aver detto una cosa senza senso ma nonostante questo erotica e a suo modo eccitante.

Magari…ahhhh” sospirò Andrea, afferrando Giuliano con le gambe il tirandolo a sé con forza, inarcando la schiena e facendo sobbalzare i seni mentre il palo di Giuliano affondava fino alla radice dentro di lei.

Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso: Giuliano non era più in grado di trattenere l’orgasmo e dal basso ventre salì un’onda di piacere che lo fece tremare come una foglia, mentre la vagina di Andrea veniva letteralmente inondata di sperma. Quasi contemporaneamente sentì Andrea tremare di piacere ed esplodere in un urlo liberatorio.

Giuliano si puntellò con le mani perché lo sforzo gli aveva procurato una debole vertigine. Andrea aveva ancora gli occhi chiusi e quando li riaprì vide Giuliano sopra di lui ancora in preda ad una lussuria selvaggia.

Mi hai preso come si scopa una donna, ora devi prendermi come si scopa un uomo” gli disse serio.

Cosa vuoi dire?” gli disse Giuliano.

Lo voglio nel culo, amore” gli rispose divertito Andrea. “Capisci ora il vantaggio di avere due aree divertimento?”

Dammi un attimo per riprendermi” gli disse Giuliano “ce la faccio, ma non sono a livelli da film porno”.

Abbiamo tutto il tempo che vuoi” gli rispose Andrea. “E comunque non avrai bisogno del tuo pistolone con gli inquilini del piano di sopra”

Chi?” chiese Andrea.

Niente niente” si affrettò a dire Andrea “non posso e non voglio rovinarti la sorpresa”

Giuliano si eccitò a tanto mistero e gli disse “Verrai a farmi compagnia di sopra? Da quel che ti è sfuggito c’è più di una persona che mi aspetta…”

Mi spiace tesoro, ma questo viaggio devi farlo da solo. Io resto qui e ti darò la chiave per il secondo piano solo se ti comporterai come devi” gli rispose Andrea e così facendo si mise a pecora e allargò le gambe. Dalla vagina uscirono alcune gocce dello sperma di Giuliano, il quale a quella vista si arrapò nuovamente.

Allargò le natiche pelose di Andrea ma anzichè leccargli il culo di mise a succhiargli le labbra assaporando il suo stesso seme.

Andrea sussultò di piacere ma quasi subito implorò Giuliano di sodomizzarlo. Giuliano, all’apice dell’eccitazione, non se lo fece ripetere due volte e, senza lubrificazione né dilatazione preventiva affondò fino alle palle il suo cazzo ancora bagnato di sperma e di umori vaginali. Andrea ruggì di dolore e inarcò la schiena pelosa, mettendo in evidenza le pliche di grasso e facendo sobbalzare i suoi seni.

Cazzo, mi rompi il culo così” disse Andrea a Giuliano appena ebbe un po’ di fiato.

Perdonami amore ma sei così bello che non ragiono quando mi porgi i tuoi buchi” rispose Giuliano in preda alla lussuria più cieca.

Era Andrea ora che aveva il controllo. Giuliano stava fermo, doveva solo tenere il suo cazzo ritto e in posizione, ma visto lo spettacolo non era affatto difficile. Andrea, andando avanti e indietro, si impalava da solo scegliendo il ritmo, ora più velocemente ora più lentamente. Giuliano gli accarezzava la schiena, passava le dita tra i peli e gli massaggiava i seni che danzavano al ritmo della scopata.

Andrea intuì che Giuliano era sul punto di venire, perché gli disse “Ora cavalcami tu e riempimi anche il culo”. A quelle parole Giuliano si risvegliò dallo stato ipnotico in cui era caduto e iniziò a scopare il culo di Andrea in modo molto violento, sfilando e inserendo l’asta quasi completamente ogni volta…

Alla fine, con l’ultimo colpo di reni, Giuliano lo infilò fino alle palle ed esplose nell’intestino di Andrea che, dopo essersi accertato di aver ricevuto ogni singola goccia di latte, si lasciò cadere di peso sul letto, sfilandosi in malo modo da Giuliano. Un rivolo di sperma gli colò dall’ano e sfiorando la vagina cadde sul letto.

Ora puoi salire” disse a Giuliano porgendogli una chiave che aveva sfilato da sotto il cuscino. Buon divertimento.

(continua)

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