ORSI ITALIANI MAGAZINE


Il Trofeo

(Nona Parte)

Un racconto di Maurorso

 

Pietro e l'esercito

Sono naturalmente portato per il comando, da sempre.

Fin da quando muovevo i primi passi nella carriera militare e i miei superiori mi dicevano che avrei fatto strada grazie alla mia stessa mole che incuteva timore e rispetto, gia' peccato che poi le cose mi sfuggirono di mano e dovetti abbandonare quel mondo che amavo per salvare la faccia.

Tutto comincio' quando decisi fermamente che avrei creato una squadra di soldati scelti, efficienti, assolutamente devoti e inconsciamente uniti da un'attrazione sessuale prima ancora che dal cameratismo, idea che poi sviluppai nella mia attuale squadra di rugby, la mitica 'Squadra dei Manzi'.

Comunque all'epoca ero uno degli ufficiali in carriera piu' stimati, il mio senso del dovere non era mai stato messo in discussione; mi ero appena sposato con la mia attuale moglie, neo laureata in farmacia, piu' per obbligo istituzionale che per nascondere la mia attrazione verso gli uomini e mi era stato dato l'incarico di creare un gruppo di militari scelti tra i migliori della caserma per un corso sperimentale top-secret del Ministero della Difesa.

Praticamente mi avevano offerto su un piatto d'argento la possibilita' di creare la formazione che ambivo forgiare da sempre.

Sono fermamente convinto che l'unione virile e sessuale in un gruppo di veri uomini porta ad esaltare al massimo le doti di coraggio, abnegazione, amicizia e unione che sono fondamentali per un' ottima squadra.

In fondo ce lo hanno insegnato gli antichi greci coi loro guerrieri amanti.

Cosi' cominciai a selezionare personalmente le giovani reclute.

Sceglievo gli uomini piu' adatti, schierati nel piazzale della caserma, scrutandoli negli occhi ad uno ad uno per leggere nel profondo la loro virile fierezza, ovviamente il fisico doveva essere possente e resistente alle fatiche che avrei loro inflitto ed il carattere doveva essere forte, oserei dire maschio al cento per cento e il mio fiuto non sbagliava mai.

Successivamente presenziavo alla visita medica, vista la mia dichiarata (e falsa) esperienza in andrologia ed il medico lasciava a me alcuni controlli intimi.

Soppesavo di persona i coglioni dei ragazzi che entravano nudi nello studio, tastandoli e dandogli piccoli colpi per saggiarne la resistenza al dolore, poi scappellavo i cazzi per verificarne la salute e la grossezza del glande, in fine li facevo voltare, ordinavo loro di aprirsi le chiappe con le mani e provvisto di guanto gli infilavo un dito in culo controllandone l'elasticita'.

Quella era l'operazione che preferivo e spesso mentre il medico non mi vedeva, intento alla visita successiva, sfilavo il guanto, mi ciucciavo il dito indice e lo introducevo di nuovo nel vergine buchetto del soldato che ignaro mi apriva il culo.

-Adesso stringi i muscoli dell'ano.-Ordinavo e muovevo un poco avanti e in dietro il dito...che libidine fare quei ditalini a quei buchi maschi e ubbidienti.

Tutte le volte che constatavo una semi-erezione annotavo il nome del soldato su un taccuino.

Cosi' si creo' il gruppo di uomini che volevo, nessuno mi dava il sospetto di essere un ciucciacazzi ma ci avrei pensato io a farceli diventare... tutti quanti!

Oscar, il caporale a cui affidai il gruppo, era un maschio dal carattere di ferro, ex-rugbista, dal fisico da toro da monta, mal trattenuto dalla divisa un po' stretta, la testa rasata e le sopracciglia folte e sempre corrugate in uno sguardo incazzato che incuteva timore, la voce profonda e vibrante faceva scattare tutti sull'attenti quando la alzava urlando ingiurie od ordini.

Riuscii ad avere a disposizione una piccola caserma isolata in una zona boscosa da tempo fuori uso dove ci trasferimmo per cominciare il programma di formazione che mi avevano affidato, mensilmente sarebbero venuti a controllare i progressi della squadra.

Eravamo autosufficienti ed ogni settimana arrivavano i rifornimenti necessari, dal cibo al carburante, avevo organizzato la cucina e la lavanderia, io mi occupavo dell'infermeria.

Ovviamente non esistevano libere uscite e la citta' piu' vicina, comunque molto distante, era per tutti zona proibita...sfoghi di qualsiasi natura dovevano per forza avvenire in caserma.

Gli allenamenti a cui sottoponevo gli uomini erano durissimi ed andavano ben oltre le direttive che avevo ricevuto, avevano uscite diurne e notturne nei boschi circostanti la caserma, prove di sopravvivenza e resistenza al limite delle loro capacita', avevo anche predisposto nel cortile all'aperto una palestra dove i ragazzi si allenavano regolarmente e ormai l'estate era alle porte...

Dopo una settimana d'ambientamento generale e di ulteriore selezione dei soldati, quelli che ritenevo inadatti li rispedivo dritti dritti alla vecchia caserma, rimasi con 31 uomini dagli ormoni in ebollizione, compreso il caporale e decisi di passare all'attuazione del mio piano.

Cominciai col mettere nel latte della colazione invece del canonico bromuro d'ordinanza un composto da me ideato, simile all'attuale viagra...l'effetto era sorprendente e duraturo, gli uomini si eccitavano spesso e le loro evidenti erezioni sotto la divisa duravano ore.

Dopo due giorni di trattamento, verso sera, mentre gli uomini si rilassavano in camerata prima del riposo piombai di sorpresa tra loro, il caporale ordino' subito l'attenti ed io passai in rassegna i soldati.

-Ma cos'e' questo odore?- Chiesi incazzato.-Avete l'obbligo di lavarvi a fondo e invece sembrate un branco di caproni!-

Gli uomini disposti su due file mi guardavano stupiti, molti avevano tra le mutande un cazzo barzotto che non riuscivano a domare.

-Caporale li porti alle docce e li faccia lavare, voglio che prima di dormire si lavino e non indossino indumenti, cosi' e' possibile ispezionarli facilmente a qualsiasi ora della notte.

E voi ricordate che se sento odori che non mi piacciono verrete puniti!-

-Alle docce branco di luridi animali, di corsa!-Grido' il mio subalterno e tutti cominciarono a sfilarsi slip e canottiere borbottando...

Trenta uomini nudi si accalcarono alle docce facendo il solito casino cameratesco, io mi tenevo in disparte e mi godevo lo spettacolo...grosse mani che sfregavano tra le chiappe pelose o lisciavano il pelo del petto o masturbavano con un paio di colpi furtivi il cazzo insaponato...

A mano a mano che finivano, si asciugavano, lasciavano le salviette nella cesta e mi passavano davanti con le sole ciabatte per correre nei letti, le minchie sballottavano semi dure a destra e sinistra, bei siluri gonfi e pesanti.

Alla fine anche il caporale per non essere da meno dei suoi uomini si lavo' e mi si presento' nudo sull'attenti per annunciarmi che erano tutti pronti per dormire...

Il folto pelo del suo petto era ancora imperlato di gocce d'acqua e i lunghi peli ascellari gocciolavano, le grosse cosce sostenevano il culone massiccio e il cazzo, anch'esso gocciolante, aveva un prepuzio carnoso e appoggiava ricurvo su due sferiche palle molto belle.

-Bene caporale, spenga le luci!- Dissi e me ne andai a dormire anch'io col bigolo duro.

Il giorno dopo mi presentai in camerata all'alba prima della sveglia.

-Soldati AT-TENTI!-

In un trambusto generale, dove partirono delle sonore bestemmie, tutti scesero dai letti e si misero sull'attenti davanti alle brande... con il mento alto, il petto in fuori e il cazzo in tiro, compreso il caporale rosso in viso dalla vergogna.

Passai tra le due fila di bei bastoni puntati all'insu', alcuni scappellati, altri dal glande coperto ma non uno moscio.

-Ma cosa sono tutti questi membri eretti???- Chiesi e mi avvicinai a pochi centimetri dalla faccia di un soldato col pizzetto, diedi col palmo della mano una sberla alla cappella e il cazzo gli sobbalzo' cominciando ad ondulare, lui si morse le labbra dal dolore.

-Soldato tira giu' questo coso!-Ordinai e gli diedi un'altra sberletta.

-Non e' possibile Signore! Non ce la faccio!-Passai ad un altro uomo e prendendo tra due dita la base dello scroto gli tirai in giu' le palle:

-E tu soldato?Anche tu non riesci ad ammosciarlo?-

-No Signore!-

Tirai ancora un po' poi mollai la presa e il cazzo sbatte' sulla pancia rumorosamente mentre il maschio tiro' un sospiro di sollievo.

Nessuno riusciva a far scemare l'erezione, mi avvicinai al caporale in tiro e chiesi:

-Caporale come e' possibile far ammosciare questi uomini?? Non e' ammissibile che comincino gli allenamenti in queste condizioni!-

-Si' Signore, e' una situazione imbarazzante ma la soluzione e' una sola, mandare tutti a sfogarsi di mano nei bagni...-

-Niente affatto, non c'e' tempo da perdere qui'! Ordini agli uomini di masturbarsi subito dove si trovano e di far ammosciare quei pali! L'ultimo che eiacula pulira' il pavimento!-

-Ma Signore-

-Immediatamente!-

-Avete sentito? Forza muovetevi fatevi una sega e scaricate i coglioni! Pezzi di lavativi in calore!-Grido' Oscar.

Gli uomini si guardarono tra loro stupiti ma gia' i primi che non ce la facevano piu' a trattenere la sborra impugnarono il cazzo e cominciarono a segarsi, non volevano dover ripulire il pavimento dello sperma dei compagni.

Presto l'ambiente si surriscaldo' di mugolii di goduria... molti ad occhi chiusi per immaginarsi la figa che avrebbero voluto chiavare, altri guardando i commilitoni ed eccitandosi ancora di piu'...

Io scrupoloso mi annotavo i nomi di questi ultimi che ritenevo piu' corruttibili.

Anche il caporale al mio fianco comincio' a segarsi a gambe aperte come tutti, spostando in avanti il bacino e muovendo in fretta la mano sull'asta per venire al piu' presto; i soldati ansimavano come in un orgia collettiva e i primi schizzi cominciarono a partire la sborra finiva sul pavimento accompagnata da urla sommesse a fatica trattenute...

Un uomo sborro' cosi' forte che il getto raggiunse la coscia del soldato di fronte a lui e questo, ancora intento a segarsi, si incazzo' di brutto.

Ululati e qualche parolaccia mi arrivarono alle orecchie ed io mi godevo la visione di tutti quei maschi che si scrollavano dal cazzo le ultime gocce di crema o si masturbando ancora con foga stringendo forte i grossi uccelli.

Anche il caporale venne trattenendo i lamenti e facendo un lago di sborra ai miei piedi, le sue palle sferiche dovevano essere davvero piene, gli si era gonfiata una vena sul collo taurino e ad ogni getto tutto il corpo muscoloso veniva scosso da fremiti che non riusciva a controllare, poi si strinse forte l'uccello alla base e tirandolo si libero' della sborra rimasta nell'asta.

Io notai in fondo alla fila di destra, quasi nascosto alla mia vista, un soldato moro, abbronzato e di folto pelo nero che si segava con la mano sinistra e con la destra accarezzava le chiappe del compagno di fianco, l'ultimo della fila, un bel giovane dai capelli a spazzola, biondo e dalla carnagione chiara, con un fisico muscoloso rasato e un culo prominente dalle chiappe vellutate...

Mi annotai subito il suo nome, avevo la postazione dei letti su un foglio.

Il biondo era gia' venuto e si stava godendo quelle dita tra le chiappe tenendo le mani sulle cosce e piegandosi un poco in avanti col busto e in dietro col culo...

Ormai mancavano solo quattro uomini che non riuscivano a venire, gli altri sull'attenti si guardavano divertiti i cazzoni semi duri e gocciolanti...il pavimento era lucido di sborra.

-Allora ci vogliamo dare una mossa???- Grido' il caporale Oscar.

-Faccia dar loro una mano dai compagni di fianco!- Ordinai e l'uomo mi guardo' stupito ad occhi sgranati.

-Come Signore?-

-Si muova!-Urlai evitando il suo sguardo.

-Allora soldato Cannavaro, Vieri, Ringhio e Mastino prendete in mano il cazzo del compagno alla vostra destra che non riesce a venire e dategli una mano... Forza fategli una sega !!!-

I quattro uomini che aveva chiamato si voltarono verso il proprio vicino, tre di loro titubanti presero in mano l'uccello del compagno che sorridendo sotto i baffi si lascio' segare il quarto si rifiuto'.

Cannavaro addirittura con la destra masturbava il vicino e con la sinistra gli stringeva una chiappa fissandogli il grosso bigolo che stava per venire mentre questo ad occhi chiusi teneva un braccio intorno al collo del commilitone. Vieri invece rimanendo al fianco del vicino aveva solo allungato la mano e fissando dritto davanti a se diligentemente eseguiva l'ordine, mentre Ringhio piu' che masturbare stava divertendosi a maltrattare il cazzo del compagno sorridendo sadico mentre il ragazzo gli sussurrava di smettere di strizzargli le palle ma Mastino, il quarto soldato interpellato, non si era mosso.

Il caporale a passi decisi e col cazzone penzolante si diresse verso l'uomo cercando di non scivolare sulla sborra, quindi gli si mise di fronte guardandolo incazzato, erano cosi' vicini che i loro bigoli si sfioravano:

-Mastino ti ho ordinato di masturbare il tuo vicino!-

-Si' Signore.-Rispose il soldato mentre al suo fianco il vicino col cazzo in tiro era sull'attenti.

-E allora perche' non esegui Mastino???-

-Perche' io non tocco il pene di Totti, Signore!-

-Cazzo Mastino, non ti ho ordinato di scoparci devi solo prenderlo in mano cosi'!- E continuando ad urlargli in faccia Oscar prese il bastone duro del soldato con la grossa mano.

-E muoverlo un poco con forza!-

Scappello' completamente il cazzo del soldato e poi lo incappuccio' di nuovo con una tale veemenza che il proprietario dell'uccello stringeva gli occhi dal dolore e ben presto, forse per far cessare la sega tremenda del caporale, comincio' a sborrare a fiotti densi e bianchissimi.

Purtroppo il graduato nelle sua goffa dimostrazione aveva puntato la cappella del soldato proprio verso di lui e il primo schizzo raggiunse in pieno la sua coscia muscolosa.

-Cazzo Totti!-Urlo' mollando la minchia che continuava a spargere seme ovunque.

Ormai anche gli ultimi uomini erano venuti ed io mi allontanai lasciando che si preparassero per la colazione mentre Oscar urlava loro di andare a lavarsi, mi era venuta un'idea.

Nel pomeriggio, dopo che il gruppo era tornato da un percorso di sopravvivenza molto duro, feci chiamare nel mio alloggio il soldato che quella mattina avevo notato si faceva massaggiare il culo dall'amico si chiamava Bucolo.

Io mi feci trovare sotto la doccia quando busso' alla mia porta e gli gridai di entrare, lo raggiunsi in accappatoio lasciato aperto e con una salvietta mi asciugai la testa.

-Riposo, soldato Bucolo, riposo.-

Gli dissi vedendolo impettito sull'attenti, avevo il bel petto villoso e ampio ancora bagnato e la mia grossa proboscide faceva bella mostra di se tra i peli scuri del pube, con la coda dell'occhio notai che mi guardava il cazzo.

-Allora Bucolo, ho visto stamani che c'e' un certo affiatamento tra te e il tuo vicino di branda, il soldato...

-Fulvo, Signore. Ma in che senso affiatamento?-

Cominciai ad asciugarmi l'uccello che si stava intostando e lui non riusciva a dissimulare l'attrazione per il mio basso ventre.

-Andiamo soldato hai capito benissimo cosa intendo, stamattina mentre si segava ti toccava il culo o no?-

-Be' Signorelo aiutavo a venire come avevate ordinato voi-

-E lo aiuti spesso a venire cosi'?-

-Come Signore?-

-Spogliati, fammi vedere bene come sei fatto!-Ordinai.

L'uomo in silenzio comincio' a togliersi gli anfibi e poi i pantaloni mimetici, si sfilo' la maglia rimanendo in mutande con le calze, il suo cazzo era gia' in tiro e sagomava la candida tela, io mi gustavo lo spogliarello, aveva un bel fisico tornito e gonfio dal pelo biondo dorato sulle cosce e sugli avambracci, sembrava un guerriero nordico, chissa' se anche intorno al buco del culo i peli erano biondi.

Il mio uccello era in tiro e non lo nascondevo.-Via tutto e voltati!-

Ubbidi' e mi mostro' due stupende chiappe prominenti.

-Capisco perche' Fulvo e' cosi' attratto dal tuo culo, e' proprio un bel vedere!-

-Grazie Signore.-

-E scommetto che non e' nemmeno vergine- E allungai una mano aprendo con pollice e indice il solco per vedere bene il buchetto carnoso: in effetti era stato gia' allargato, tenendolo aperto mi ciucciai il dito medio dell'altra mano e lo insinuai tra le pieghe di quel buchetto per capire quanti cazzi aveva preso.

Non molti, pensai, forse solo un paio, l'uomo intanto ansimava.

-Allora chi ti ha allargato il buco, soldato?-

-Il soldato Fulvo Signore, in effetti lui mi tromba tutte le notti signore-

-Bene bene, allora mi darai una mano nel mio intento, vediamo come te la cavi di bocca, voltati e giu' in ginocchio!-

Il ragazzo si volto' mostrandomi con un leggero rossore il bel cazzo in tiro e si inginocchio' ai miei piedi, impugno' la minchia e senza sforzo la ingoio' per meta' cominciando una pompa discreta, ogni tanto si guardava il mio cazzone bagnato che gli stava sotto il naso e poi lo riprendeva in bocca pompando.

-Bravo cosi'allora senti, domani mattina quando faro' la mia solita ispezione vi faro' segare come stamani e alla mia richiesta di qualche volonteroso che dia una mano ai compagni piu' lunghi a venire tu, senza timori perche' ci sono io presente, ti abbassi e cominci a pompare il soldato Fulvo, intesi?-

L'uomo alzo' lo sguardo col cazzo in bocca e annui'.

-Una volta che Fulvo e' venuto, vai avanti a pompare chiunque si avvicini, voglio che gli uomini prendano confidenza con la tua bocca: adesso in piedi che ti trombo!-

Il soldato alzatosi prima di voltarsi mi guardo' negli occhi preoccupato.

-Ma Signore il soldato Fulvo non ce l'ha grosso come il suo, io non so se riesco a prenderlo-

-Appoggia le mani al tavolo e apri bene le gambe, per il resto vedrei che sara' uno scherzo, un vero ciucciacazzi sa adattare il buco a tutte le misure di cazzo e poi lo devi allenare sto culo. Di notte ti farai chiavare da Fulvo ma di giorno te lo allargo io, intesi? Solo cosi' sarai pronto per essere scopato da tutta la caserma, su' voltati.-

Lo invitai bruscamente a posizionarsi, sputai sul palmo della mano e gli massaggiai il buco poi, senza troppe moine lo infilzai di botto con un deciso colpo di reni: l'urlo fu inevitabile.

-Sigoreeeeee, mi spacca in dueeeee!-

-Stai buono che adesso passa, dimmi invece del soldato Mastino, quello che ha disobbedito all'ordine del caporale.-

Ad ogni affondo di cazzo in quel culo favoloso l'uomo sobbalzava e la voce gli si faceva piu' fioca:

-Il soldato Mastino, uhhh e' un tipo tosto, Signoreuhhh. E' etero a mille, come tutti gli altri, uhhh solo io, Fulvo e Totti ci divertiamo tra di noi.uhhh, certo che e' un bel toro Mastino, ha visto che minchia ha tra le gambe? uhhh-

-Si' ho notato l'esemplare, maschio mediterraneo tutta figa e' proprio per questo che sara' mio compito portarlo al cazzo, cosi' gli altri lo seguiranno anche se per molti basta poco. L'astinenza dalle donne e l'eccitazione continua li porteranno a farsi tra loro comunque. Quindi i vostri giochino li fate di nascosto, eh?-

-Si' Signore, in genere di notte ai cessi, uhh, o quando riusciamo a imboscarci. uhhh gli altri uomini non sospettano, loro si fanno gran seghe in continuazione.uhhh abbiamo sempre il cazzo duro tutto il giorno Signore. uhhh certi uomini dicono che c'e' qualcosa nell'acqua, perche' non e' normale. uhhh-

Il buco dell'uomo si era gia' adattato al mio bastone nodoso e se lo stava godendo, con due ultime spinte lo allargai definitivamente, estrassi l'uccello e gli lavai la schiena di sborra bollente.

-Rivestiti e vai, ovviamente guai a te se fiati-Tornai in bagno lasciandolo li' a culo ancora aperto.

La mattina seguente piombai all'alba in camerata e feci di nuovo mettere tutti sull'attenti ripetendo la mia sfuriata.

-Ma caporale ancora tutti con sto alza bandiera? Dovete provvedere santiddio! Non li voglio i soldati col cazzo in tiro nella mia caserma!-

-Certo Signore, avanti voi fatevi una sega e che sia piu' veloce di ieri, che non e' certo un bello spettacolo vedervi mezzi addormentati e col bigolo duro! Avanti e quelli che vengono aiutino gli altri!-

Il caporale sempre nudo di fianco a me comincio' a masturbare il suo uccello dalla grossa circonferenza, aveva la barba lunga sulle mascellone e gli occhi semichiusi, i muscoli sempre tesi nella sega e i pettorali gonfi con quei teneri capezzoli rosei e turgidi cosi' attraenti.

Gli uomini si davano da fare coi loro pistolini, anche Mastino diligentemente, ed io lanciai un'occhiata d'intesa al soldato Bucolo che capi' al volo, si mise in ginocchio davanti al suo commilitone e gli prese in bocca il cazzo.

Il soldato Fulvo si volto' dalla mia parte per vedere la mia reazione prima di scostare l'amico dal suo uccello ma io finsi indifferenza e appena vidi partire in quarta il caporale che si era accorto della pompa gli misi una mano sul petto per trattenerlo... i suoi peli mi solleticarono il palmo:

-Lasci fare, se il soldato Bucolo vuole aiutare cosi' i compagni e' libero di farlo, dimostra spirito di sacrificio, non crede caporale?-

Lui mi guardo' deglutendo e il pomo d'adamo ando' su e giu' sul grosso collo, non poteva contraddirmi e per compiacermi avrebbe persino seguito l'esempio di Bucolo contro la sua stessa natura, l'ubbidire a un superiore per lui era la cosa primaria:

-Signore, se il soldato Bucolo e' cosi' altruista, be' faro' in modo che il suo esempio venga seguito anche dagli altri uomini!-

-Bene caporale, lei ha capito lo spirito dell'obbedienza, fara' carriera se continuera' cosi', glie lo prometto-

Intanto il soldato Fulvo, visto che noi lasciavamo fare, si godeva la pompa sotto gli occhi stupiti ed eccitati degli altri commilitoni e presto, tenendo la testa dell'amico, gli riempi' la bocca di sborra.

Bucolo leccava goloso ma subito si avvicino' Totti, l'altro soldato che conosceva molto bene quella bocca, e ci infilo' anche il suo minchione, in poco tempo intorno ai due si creo' un piccolo gruppo di uomini curiosi che si menavano l'uccello assistendo alla scena del pompino, gli altri soldati invece, meno curiosi o piu' timorosi o piu' etero, rimasero al loro posto davanti alle brande a masturbarsi come gli era stato ordinato.

La mia discussione col caporale che non si era accorto ancora del movimento in fondo alla camerata proseguiva...

-Signore lei crede che presto avro' una stelletta in piu'?-

L'uomo aveva smesso di masturbarsi e mi guardava ansioso di sapere se era vicina una promozione.

-Dipende da lei ma e' probabile, ho gia' segnalato il suo nome, ma le ripeto deve essere irreprensibile coi suoi uomini che devono obbedire ad ogni suo ordine: ieri ho notato che il soldato Mastino non l'ha fatto, ad esempio-

-Gia'quell'uomo e' un osso duro ma ci penso io a piegarlo Signore.-

-Cominci adesso allora, mi ha appena detto che anche gli altri devono seguire l'esempio di Bucolo, vediamo come se la cava con Mastinosi ricordi che e' lei che comanda, lui ubbidisce!-

Il caporale rosso in viso e caricato dalle mie parole si avvicino' con fare marziale al soldato Mastino che era il secondo della fila, intento a masturbarsi senza molta convinzione mentre piu' avanti un altro uomo si stava facendo spompinare dal biondo soldato.

A un centimetro dal suo naso, come la mattina precedente, il graduato fisso' il maschio che si era messo sull'attenti, ma non essendo ancora venuti stavolta tutti e due avevano il cazzo in tiro...e che cazzo! Quello di Mastino era nodoso, scuro e lungo e picchiava contro gli addominali del caporale piu' basso di statura e tarchiato, mentre la verga piu' corta ma grossa del mio subalterno, dritta e sollevata come un presentat-arm, solleticava con la cappella le pesanti palle del soldato dalla statura imponente.

-Ri-poso Mastino! Ieri mi hai disubbidito, vediamo se lo fai anche stavolta! Aiuta il tuo vicino De Penis a venire, e' un ordine!-

Mastino molto furbo, con un accento romano marcato, tenendo le grosse braccia tatuate dietro la schiena con le mani appena sopra le chiappone pelose, guardando duro il caporale negli occhi chiese:

-Come ieri di mano Signore?-

-No- disse l'uomo volendomi fare cosa gradita -stavolta di bocca, come sta facendo il soldato Bucolo!-

-Ma Signore non sono capace, come puo' un uomo fare certe cose senza passare per finocchio? Lei lo farebbe senza sentirsi femmina?-E cosi' dicendo mi lancio' un'occhiata eloquente, probabilmente aveva capito di che pasta ero fatto e mi lanciava una sfida ed io la accettai.

Appena il caporale si volto' verso di me per scrutare la mia reazione alla risposta di Mastino io gli feci un cenno col capo come per dire che il soldato aveva ragione, che non avendolo mai fatto doveva avere un esempio da un superiore e dissi con voce autoritaria e greve:

-Caporale faccia capire lei che qui' non siamo tra omosessuali ma tra soldati che devono eseguire ordini punto e basta.-

Il caporale degluti' ancora e prese una decisione coraggiosa per l'uomo che era cioe' un vero macho spaccafighe ma coglione come tutti i militari ubbidienti.

-Allora soldato devo farti vedere io che e' una cosa semplice da fare e che non c'e' niente da vergognarsi ?-

-Si' Signore! Grazie Signore!- Rispose Mastino e sono convinto che dentro di lui se la rideva soddisfatto.

Il caporale fece un passo in dietro e abbasso' lo sguardo verso l'enorme cazzo di Mastino, volto' ancora il capo verso di me ed io accennai un si' con la testa, quindi con un forte sospiro prese coraggio e mise un ginocchio a terra, afferro' deciso l'uccello semi scappellato con una mano e spalanco' la bocca, poi meccanicamente a bocca aperta allungo' il collo verso il pube dell'uomo facendosi scivolare dentro la cappella e parte dell'asta...era talmente concentrato nell'operazione che sono convinto si vedesse gia' avanzato di carriera e di stipendio.

Prese a pompare piano quasi a non rovinare il notevole esemplare di cazzo che aveva tra le labbra, facendo attenzione a non soffocare e spingendo sempre un po' di piu' la verga di Mastino in gola tenendola alla base, base che le sue grosse mani non riuscivano a cingere tutta.

Mastino con le mani dietro la schiena rimaneva a guardare dall'alto la testa rasata del suo superiore pompare.

Oscar aumentava il ritmo tanto che mise anche l'altro ginocchio a terra e cosi' genuflesso cinse i fianchi dell'uomo con le mani per reggersi e affondare il bigolo in profondita' nella sua gola.

Era incredibile vedere come in breve era divenuto un pompinaro coi fiocchi, riusciva a sfilare tutto il cazzo per respirare e poi bello lucido e scivoloso ricacciarlo giu', non fino in fondo perche' le dimensioni erano elefantine, ma per un bel pezzo.

Alla fine il caporale si prese l'uccello in mano e comincio' a segarsi, gli uomini vicini a lui si accostarono per godersi meglio la scena e molti sborrarono eccitati dalla visione.

Anche Mastino sborro'. Sborro' un ettolitro di sperma denso e cremoso senza preavviso e riempi' la bocca del suo superiore.

Ma il caporale seppur sorpreso ingoio' e assaporo' per la prima volta il succo di maschio senza ritrarsi e continuo' a bere deglutendo rumorosamente, beveva a sorsate la crema del sodato, aveva scoperto un nuovo sapore che senza dubbio apprezzava visto che subito dopo anch'egli venne lanciando schizzi potenti sulle gambe di Mastino.

-Allora hai visto come si fa?- Disse poi alzando la testa ancora inginocchiato e con la sborra che gli colava ai lati della bocca.

-Si' Signore! Grazie Signore per avermelo mostrato!-

Gia' Mastino era un tipo tosto, mi allontanai lasciando gli uomini in camerata in quella confusione di corpi per meditare su come piegare al mio volere quel soldato insolente.

La giornata trascorse normalmente, io dovevo sbrigare faccende burocratiche e mi recai al comando, il caporale invece porto' gli uomini a provare un nuovo percorso di sopravvivenza.

Verso sera quando rientrai oltre l'ora del rancio mi feci portare al mio alloggio la cena dal soldato Bucolo.

-Metti sul tavolo e spogliati.- Ordinai e mi sedetti per mangiare, quando l'uomo fu completamente nudo gli dissi -Raccontami come e' andata la giornata, se ci sono stati commenti tra i soldati e cosa ha detto il soldato Mastino.-

-Si' Signore! Dunque...-

-No non li' in piedi, vieni qui' sotto al tavolo e fammi una pompa, devi essere bravo a pompare e a parlare contemporaneamente...su' veloce!-

Cosi' Bucolo si mise in ginocchio davanti a me, mi tiro' giu' la lampo ed estrasse il mio cazzone ancora ammosciato quindi comincio' il racconto della giornata leccando e ciucciando la cappella tra una parola e l'altra.

Io cenavo tranquillo.

-I commenti sono stati tra i piu'...slurp...disparati, c'e' chi e' contento di poter sfogare le sue voglie... slurp... in una bocca calda visto che figa non ce n'e'... slurp... c'e' chi dice che e' la prima volta che gli capita di dover segarsi cosi' davanti a tutti e che e' una cosa da maiali... slurp... dicono che lei ha strane idee in testa... slurp... ma dicono che finche' li fa sfogare va' bene cosi'... slurp... anzi alcuni vorrebbero farmi il culo la sera in camerata se non ci fosse il caporale a controllare... slurp... Mastino non dice niente, a chi gli ha chiesto come era il pompino del caporale ha risposto che era lei, Signore, che doveva mettersi in ginocchio davanti a lui... slurp...-

Quindi l'uomo mi voleva ai suoi piedi...vedremo chi la vince!

-Al mio prossimo controllo mattutino voglio che dai via il culo, intesi?-

-Si' Signore! slurp...-

La mattina successiva non mi presentai all'alba e lasciai montare l'eccitamento non sfogato fino al giorno successivo, il soldato Bucolo mi informo' che il caporale c'era quasi rimasto male per la mia mancata ispezione e fu d'umore pessimo durante tutto il giorno.

Ma puntuale il giorno dopo quando erano ancora tutti in branda irruppi in camerata come un ciclone....

-Allora caporale? Ormai dovrebbe saperlo che vi voglio tutte le mattine scaricati e pronti ad affrontare gli impegni della giornata senza questi cazzi duri !-

-Si' Signore! Provvedo immediatamente! Forza pelandroni datevi da fare e svuotate i coglioni alla svelta!-Disse Oscar con un tono quasi compiaciuto.

Ci fu il solito trambusto di uomini mezzi addormentati con le loro belle erezioni che si posizionavano davanti alle brande e cominciavano a masturbarsi.

Bucolo era gia' in ginocchio a succhiare il vicino e dopo poco si rialzo' posizionandosi a novanta gradi e spalancando il culo con le mani, era un esplicito invito per chiunque e non passo' molto che un soldato lo infilzasse e cominciasse a trombarlo.

Il caporale si era portato all'inizio della fila e stava spingendo con forza e urlando un soldato a terra perche' cominciasse a pompare un commilitone. :- Avanti giu' in ginocchio e apri la bocca, non e' difficile porca puttana! Fai come me! E voi mettetevi in fila qui' di fronte, vediamo di organizzarci!-

Oscar, con la mano pesante sulla spalla del soldato un po' restio, lo aveva spinto a terra inginocchiandosi al suo fianco anch'egli, il giovane piccolo di statura e dal fisico da lotta greco-romana aveva grossi occhi scuri sbarrati e un espressione piu' che disgustata direi stupita.

-Forza soldato poche storie e succhia come un ghiacciolo il cazzo che hai davanti.-

Cosi' il caporale comincio' a pompare il primo uomo che gli era a tiro e il soldato fece altrettanto... io cercai subito di individuare Mastino che si stava segando davanti la sua branda... quell'uomo doveva avere tanto di quel testosterone in corpo da poter fottere un culo ad ogni minuto ma anche un forte autocontrollo.

Il caporale pompava meccanicamente il cazzo del soldato che aveva in bocca e non capivo se lo faceva per dovere o per piacere o per cos'altro, comunque ogni tanto guardava alla sua sinistra l'altro soldato che gli stava inginocchiato accanto, anche lui con una bega in bocca.

Il giovane morettino pompava con meno convinzione e in modo decisamente maldestro tanto che il caporale non mollando il bigolo dalla sua bocca gli prese comunque la nuca con la mano sinistra e lo incito' ad avere un ritmo piu' regolare ma soprattutto ad affondare il cazzo nel profondo della gola...

Il soldato Bucolo si stava facendo fare il culo mentre spompinava un commilitone ma altri attendevano il loro turno.

Anche davanti al caporale c'era una fila di uomini che si tenevano il cazzo duro in mano aspettando di farsi pompare dal loro superiore cosi' altruista... e tra questi anche Mastino!

Infatti appena il soldato che Oscar stava pompando svuoto' i ciglioni nella sua bocca, Mastino con una spinta scosto' il commilitone che era in coda davanti a lui e, prima ancora che il caporale deglutisse tutta la sborra che aveva preso, con le due mani gli prese la testa e la spinse contro il suo uccellone infilandolo d'un botto tutto nella gola del graduato. L'operazione fu' cosi' veloce e veemente che il caporale non ebbe nemmeno il tempo di realizzare cosa stava succedendo, ne' di capire di chi fosse quella minchia spropositata che gli spalancava le fauci, si ritrovo' cosi' a dover pompare di nuovo di buona lena mentre molta della sborra che aveva ancora in bocca gli fuoriusci' dai lati lubrificando il grosso cazzone di Mastino.

Il soldato spingeva il naso del caporale praticamente contro i neri peli del pube e questo strizzava gli occhi dallo sforzo e comincio' a lacrimare ma non si sottraeva alla pompa forzata.

Ma la foga del soldato si stava facendo troppo violenta e quando tenendo ben strette le orecchie del caporale gli trattenne la testa non lasciandolo respirare questo comincio' ad agitare le braccia e cerco' di prendere i fianchi di Mastino per scostarsi...

Ma quest'ultimo non mollava la presa, aveva il viso rosso e le vene del collo gonfie nello sforzo di tenere il suo superiore attaccato a se e in fine con un urlo liberatorio svuoto' i coglioni della sua sborra densa direttamente nello stomaco del caporale.

Quando il soldato lascio' la presa ormai scaricato, Oscar rinculo' all'indietro finendo col culo sul pavimento e tirando un grosso sospiro a pieni polmoni.

-Ma che cazzo fai Mastino Porcatroia???-Si mise a urlare.

Tutti gli uomini si fermarono a guardare i due.-Cristo mi volevi soffocare col quel cazzo enorme che hai?-

-No Signore.-

-E invece si' me lo hai infilato fino alle palle!-Oscar urlava ancora seduto sul pavimento, le grosse cosce spalancate e l'uccello duro, il mento bagnato di bianca sborra come le belle labbrone circondate dalla fitta e dura barba incolta. Aveva bevuto lo sperma di quattro soldati quella mattina, aveva gustato quattro diversi sapori e l'ultimo era stato il forte sapore maschio di Mastino, un po' lo invidiavo.

-Caporale!-Lo ripresi io e l'uomo si alzo' da terra raggiungendomi goffamente, era sudato e i muscoli lucidi erano ancor piu' evidenti, da vicino notai che la sborra gli era anche colata sul collo e da li' sul petto, il pelo ricciuto era cosparso di piccole gocce bianche, quei capezzoloni mi attraevano da morire, avevo voglia di strizzarglieli e morderli e ciucciarlicosi' non potei fare a meno di allungare la mano e passare le mie dita su quel petto ampio, sentire il pelo ruvido tra i polpastrelli e raccogliere cosi' un poco di quella sborra rimasta.

-Si guardi-dissi mostrandogli le dita bagnate ­si e' riempito del seme dei soldati, ci vuole metodo e ordine anche in queste cose caporale!-

Lui avvampo'-Si' Signore,la prossima volta vedro' di non perderne una goccia-

Io allungai di piu' la mia mano per vedere se osava e gli misi sotto al naso le mie dita, ne poteva aspirare l'odore forte del suo sudore e della sborra dei suoi uomini e infatti aspiro'

-Pulisca-

Dissi con tono molto basso e vibrante e lui tiro' fuori il linguone e lappo' dal basso in alto guardandomi fisso negli occhiero eccitato.

-Basta cosi', tutti alle docce e poi a fare colazione,svelti! E lei caporale piu' tardi si presenti nel mio ufficio.-

Ci fu il tranbusto di sempre con gli uomini che correvano alle docce ...io mi allontanai.

Maurorso

(continua...)