ORSI ITALIANI MAGAZINE


Non e' mai troppo tardi

Un racconto in due parti di Serafino

Parte I°

Non avrei mai pensato che arrivato a 55 anni avrei cambiato cosi' tanto il modo di vedere certe cose. Solo fino a un anno fa se qualcuno mi avesse detto che avrei scopato con un uomo gli avrei tirato un cazzottone facendogli girare la testa due volte. Eppure e' successo. Non so come mi sia trovato a farlo ma l'ho fatto e ancora adesso lo faccio con piu' convinzione e maggiore godimento. Tutto e' incominciato, come dicevo, nel giugno di un anno fa , a casa di mia figlia che con suo marito festeggiavano il quinto anniversario di matrimonio. Con me e mia moglie c'era anche il consuocero con sua moglie , mio coetaneo con un fisico ben piazzato, ma che si mantiene bene da uomo forte e robusto, lavora ancora con energia come imbianchino, tanto da dare dei punti ai suoi scagnozzi.(Ci siamo trovati a volte a lavorare insieme in qualche alloggio,io piastrellare, lui a tinteggiare e devo confermare che i nostri anni ce li portiamo bene).

Dopo un ottimo pranzetto accompagnato da un ottimo vino e limoncello fresco, per smaltire un po' i fumi dell'alcool, io e Guido, cosi' si chiama il padre di mio genero, decidemmo di fare quattro passi. La casa e' in campagna, ci avviammo per il viottolo che attraverso una boscaglia va verso il fiume vicino. Non so perche' mi e' venuto da pensare dicendo a voce alta 'Dopo un pranzo cosi', una volta ci si riposava e poi una bella scopata con la moglie. Adesso la moglie non vuole piu' saperne, ha sempre mal di testa, il solito eterno mal di testa delle donne che non lo vogliono, la menopausa le fa diventare matte' e prendendomi l'uccello da sopra i pantaloni, continuai 'eppure la voglia io ce l'ho ancora, eccome!, eh si una scopata ci vorrebbe proprio! Alla nostra eta' non siamo ancora mica cosi' vecchi da buttarci via, se si vuole, qualcosa si trova ancora fuori dalle mura di casa. Ma andare a puttane non mi va, di corteggiare una donna per farmela dare non ho voglia. E poi mi costa anche di piu'! Ed allora cosa fai? Ti spari le seghe? Quelle sono cose da ragazzini. No, quando non riesco a convincere mia moglie ad aprire le cosce mi faccio passare la voglia pensando al lavoro oppure ad altro. Tu come fai? Fiorella e' piu' disponibile?' 'No figurati , ormai lo facciamo sempre piu' raramente' poi mi guardo' sorridendo 'Io mi arrangio, a me e' sempre piaciuto il culo, e cazzo se si gode con i pompini!'

Non ho capito subito cosa intendesse , ho sorvolarto sulla cosa. Nel frattempo parlando di sesso eravamo arrivati vicino al fiume,un angolo di prato ed un po' di sabbia riparata da alti arbusti. Aperta la braghetta l'ho tirato fuori e mi sono messo a pisciare, Guido fece altrettanto. Mentre lo scrollavo per far uscire le ultime gocce di urina, incomincio' a diventarmi duro. Non per vantarmi ma ho venti centimetri di cazzo che diventano di piu' quando s'intosta. La voglia di chiavare, parlando di sesso, mi era aumentata. Guido si accorse della mia erezione, si avvicino' me lo prense in mano 'Pero'! un affare cosi' e non riesci a trovargli un posto per farlo godere? '

Rimasi rincoglionito dal comportamento di Guido. Non avevo mai pensato che potesse fare una cosa cosi', il padre di mio genero un finocchio! siamo stati tante volte insieme e non avevo mai sospettato che potesse avere certe tendenze. Ancora di piu' restai fermo, inebetito, quando inginocchiandosi davanti al mio uccello lo fece sparire nella sua bocca ed incomincio' a farmi un pompino. Ero arrapato avevo voglia di sborrare, era da piu' di un mese che mi serviva solo per pisciare. Forse sara' stato il vino, sara' stato non so che accidente, ma con quella lingua che mi leccava, la fava diventava piu' grossa nella sua bocca, calda, accogliente. Presi la testa di Guido fra le mani e gliela spinsi verso i coglioni. Un conato di vomito lo costrinse ad allontanarsi, 'che cazzo fai mi soffochi, stai fermo, faccio io! ' Riprese la cappella prima con le labbra, , poi con la lingua, stuzzico' il filetto arrivando giu' fino a succhiarmi le palle. 'Stenditi mi ordino'', ubbidii assaporando quel godimento inaspettato. Sbottonati i pantaloni misi in mostra tutto il mio notevole armamentario che Guido apprezzo' buttandocisi sopra per continuare il lavoro incominciato. La mia voglia era tanta, ma ci sapeva fare il mio amico, quando arrivavo al culmine si staccava. 'Cazzo, voglio sborrarti tutto dentro, togliti sti pantaloni voglio impalarti.' Cercai di alzarmi e ribaltarlo ma mi tenne fermo. 'Voglio prima assaggiarti poi dopo vedremo, te l'ho detto che si gode con i pompini,no?' Con piu' rabbia glielo lo ficcai fino giu' nella gola, e dopo pochi colpi, arrivato al capolinea lo riempii di sborra che ingoio' tutta. Mi lasciai andare steso sull'erba. Guido continuo' a leccarlo fino alla fine pulendo tutte le pieghe del cazzo che piano piano stava ammosciando.

Sentivo pero' troppa voglia ancora in corpo, mi piaceva farmi stuzzicare la cappella, lo lasciavo fare, nessuno mai mi aveva fatto un pompino cosi'. Il pistolone riprese subito, a gonfiarsi. Guido alzo' la testa e mi sorrise 'Vedo che apprezzi' si distese di fianco a me continuando a smanettarmelo. Allungai le mani infilandole nei calzoni, per toccargli il culo. Si sbottono' lasciandomi con piu' facilita', arrivare al buco caldo ed umido. Infilai un dito. Lo vidi fare una smorfia di piacere, 'Questa volta voglio avere di piu''. Sorrise alla mia richiesta, 'Non sono abituato comunque proviamo, e' piuttosto stretto ' 'Ancora per poco' risposi.

Ci togliemmo la camicia fradicia di sudore, buttati o pantaloni e le mutande, rimanemmo nudi sull'erba. Ero attratto da Guido, forse sara' stata la novita', la lunga astinenza o la confidenza con quell'uomo che avevo mai visto sotto quell'aspetto, o solo perche' mi trovavo al momento giusto per fare qualcosa del genere, lo abbracciai stringendolo e mi venne naturale baciarlo in bocca. Aveva il sapore della mia sborra. Mi arrapai ancora di piu', strusciavo il cazzo sulla sua pancia mentre sentivo premere il suo sulla mia. Anche lui era ben fornito, poco piu' corto ma piu' grosso del mio, si faceva sentire e non avendo mai provato, scoprii che non mi dava fastidio come avrei pensato qualche tempo prima , ma anzi . Il contatto fisico dei miei peli contro i suoi dava nuove sensazioni e mi ubriacava di piu' .

Ci rotolavamo uno sull' altro sull'erba fresca, mi ritrovai cosi', sotto Guido che si giro', lo prese di nuovo in bocca insalivando ben bene il mio tarello, mi trovai il suo buco in faccia, lo frugai con la lingua sbrodolandolo di saliva. Quando era ben pronto, si inginocchio' voltandomi le spalle ed allargo' le cosce . 'Piano per favoremi prego'', sputai su due dita e gliele ficcai dentro. Quando lo sentii ben rilassato avvicinai la cappella ormai turgida e con un colpo la feci sparire nelle budella. Inarco' la schiena urlando. 'Piano, cazzo! Ho detto piano'. Lo tenevo ben stretto dai fianchi e questa volta non lo mollai finche' si lascio' andare. Incominciai a stantuffare fino ad affondarlo tutto sbattendo i coglioni sulle natiche. Godevo come un pazzo mentre Guido si contorceva dal piacere, volevo vedere in faccia quella troia in calore. Come se avesse capito il mio desiderio si giro' e appoggiando le gambe sulle mie spalle lo impalai di nuovo godendomi la nuova prospettiva. Lo stavo fottendo dandogli colpi decisi, non gli davo tregua, mugolava 'Si scopami , fottimi, fammi sentire anche le palle nel culo ' sembrava cagna infoiata, lo avevo allargato bene quel buchino stretto. Attirato dal suo cazzo duro che sballottolava, nella foga dell'arrapamento glielo afferrai e incominciai a menarlglielo. Al colmo dello spasimo con un colpo finale gli riversai nelle budella tutto quello che mi era rimasto nei coglioni, mentre dal suo uccello che mi riempiva la mano, usci' un'abbondante colata di calda sborra.

Non avevo mai goduto come quella volta, e non fu l'ultima, per fortuna. Dopo quel pomeriggio di giugno spesso ci siamo appartati insieme, scopando un po' dappertutto, ed in una di quelle volte anche il mio buco perse la sua verginita'. Ma questa e' un'altra storia .

Chi ha detto che non si possono scoprire le gioie del cazzo anche ad una certa eta'?

Parte II°

'Pronto, Serafino, ciao, volevo chiederti se mi dai una mano nell'orto'. Era Guido che evidentemente si annoiava con la moglie in casa e voleva divertirsi un po'. Sei andato in bianco stanotte? 'Si, proprio cosi' mi rispose', 'Ci vediamo fra qualche minuto'. Non che ne avessi molta voglia, ma per un amico come Guido ero disponibile. Dopo mezz'oretta eravamo gia' in quella specie di orticello che coltiviamo insieme, un po' per avere insalata fresca ed un po' per passare del tempo invece di andare al bar a giocare. La baracchetta che abbiamo costruito in legno ed attrezzato con cucina , tavolo e divano, meta dei pomeriggi primaverili ed estivi insieme alla famiglia, negli ultimi tempi e' diventata molto utile come rifugio per le nostre scopate.

L'estate era quasi finita, ma era ancora sufficientemente caldo da permetterci di spogliarci e metterci nudi. Il corpo muscoloso e sodo, metteva in mostra la nostra mascolinita' con peli sul petto che scendevano sulla pancia e diventavano una foresta sopra un cazzo di notevoli proporzioni. Aveva proprio voglia Guido, gia' quasi in tiro, mi abbraccio' e mi assali' con baci sul collo che finirono immancabilmente per andare in giu', mi succhio' i capezzoli gia' turgidi, con la lingua frugo' nell'ombelico fino a raggiungere la nerchia che incominciava a indurirsi. La fece sparire tutta d'un colpo nella bocca capace, succhiando anche l'anima, passava dai coglioni alla cappella che divenne dura come il marmo.

Mi distesi sul divanetto, lui continuo' a succhiare, gli feci posto, mi ritrovai con la sua minchia a livello della mia bocca. Era segnato, mi venne spontaneo aprire la bocca ed accogliere quel cazzo che invitante richiamava la mia lingua. Era buono , mi piaceva il gusto del liquido filante che fuoriusciva, piu' succhiavo e piu' mi eccitavo, ripetevo gli stessi gesti che tante volte avevano fatto con il mio cazzo. Finalmente capivo il godimento che si prova a fare un pompino. Mi piaceva da matti, godevo da fare schifo, nel frattempo Guido era passato a leccarmi il buco del culo facendomi arrapate ancora di piu'. 'Adesso e' arrivato il momento di assaporare il meglio, girati' mi ordino' Guido. Lo guardai stupito. 'Che cazzo vuoi fare!?' 'Ficcartelo nel culo' 'E no!, io non l'ho mai preso , sei tu quello che lo prende, non io' 'Ed adesso e' arrivato il momento di fare qualche variazione ''No, no, un conto e' prenderlo in bocca ed un altro nel culo' risposi. 'Vedrai che ti piacera' lo sento che ti piacera' Abbiamo piu' o meno la stessa stazza e la stessa corporatura massiccia'.

Non avevo nessuna intenzione di farmi inculare percio' mi ribellai alzandomi dal divanetto. Mi blocco' e comincio' una lotta corpo a corpo che eccitava entrambi, e piu' cercavo di divincolarmi e piu' Guido mi stringeva. Avevamo fatto cadere le sedie il tavolo che era finito conto il muro di legno della capanna e mi ritrovai con la faccia rivolta sul tavolaccio e piegato a novanta gradi con il potente corpo di Guido sulla schiena. Il suo cazzo duro si fece spazio tra le natiche. 'Fermati, non voglio farti male'. Umiliato mi lasciai andare. In fin dei conti l'avevo fatto anch'io con lui costringendolo a tenere la mia nerchia nel culo nonostante mi pregasse di far piano. E non lo avevo desiderato inconsapevolmente anch'io quel momento? 'Piano, buono, buono' mi accarezzava. Lubrifico' con la saliva il buco del culo fottendomi con le sue dita nodose e dure che mi sembravano gia' un cazzo. 'Adesso spingi come se dovessi andare di corpo' mi tiro' verso la sua cappella che sentii appoggiata .Un dolore lancinante mi trafisse il cervello. Un urlo tremendo mi usci' alla gola, soffocato da uno strofinaccio rimasto chissa' come ancora sul tavolo.'Fermo, non ti muovere Rimasi immobile 'Rilassati'. Cercai di farlo ma il dolore era sempre e comunque fortissimo. Per cinquantacinque anni era sempre uscita della merda da quel buco, non avevo mai voluto neppure le supposte, per paura, ed eccomi li' con un bastone enorme piantato nel culo. Ci volle un po, di tempo, ma piano piano mi calmai. Piu' lo sfintere si rilassava, e piu' diminuiva il dolore, finche' sentii filare tutto liscio dentro di me. Al dolore era subentrato il piacere che si faceva sempre piu' intenso.Alla fine mi piaceva, mi eccitava, e spingevo il culo verso il cazzo per assaporarlo meglio.'Vedi che ho sempre ragione, piace anche a te farti scopare ''Siiiii' gemetti. Mi squasso' ben ben con degli affondo assestati fino ai coglioni, 'Vedi che troia sei anche tu? Lo senti? senti come ti ho sfondato? gia' la prima volta ti avevo detto che mi ciace il culo,no? Stronzo, credevi di essere il solo maschio? prendi' ed intanto mi trapanava senza fermarsi. Il mio cazzo non era mai stato tanto grosso e duro tanto era il mio godimento.Voltai la testa verso di lui, era sudato e con le vene del collo turgide. 'Adesso girati con le spalle sul tavolo' allargai le cosce alzando le gambe. Entro' liscio questa volta strinsi le gambe intorno alla sua schiena per trattenerlo. Sentivo che mi frugava nelle viscere e diventava sempre piu' grosso.Non ne potevo piu', sborrai senza neppure accorgermene, e lo schizzo mi spruzzo' la faccia, leccai il mio stesso sperma. Guido sentendo di venire, lo tolse dal culo me lo ficco' in bocca "Vedo che hai sete, bevi questo. Lo succhiai ed in pochi secondi, il suo liquido vitale mi invase, ingoiai tutto avido, come se non avessi aspettato altro nella mia vita che nutrirmi di quella sborra, trattenni la cappella tra la lingua ed il palato per assaporare fino all' ultima goccia.

Stanchi, ci sdraiammo sul divano. Il culo, finito il fuoco del desiderio, mi bruciava. 'Porca puttana, mi fa ancora male' 'Non ti preoccupare, dopo un po' ci fai l'abitudine e senti solo il piacere' mi rispose facendomi l'occhiolino e con un sorriso ironico sulle labbra. Eravamo pari ed ognuno di noi poteva godere dell'altro in tutti i sensi.

Serafino