ORSI ITALIANI MAGAZINE


Il 'Folletto' (seconda parte)

Un racconto di Pabearit


La scopata con Antonio mi ha distrutto, e' bello stare a letto con lui, ma devo anche rispondere al campanello. Gli chiedo comunque di rivestirsi in quanto non ho idea di chi possa essere.

Vado alla porta, ma dallo spioncino non si vede nessuno, allora rispondo al citofono (ha lo stesso cicalino dell'ingresso) e al mio 'chi e'?' risponde l'inquilino del piano di sopra che mi chiede molto gentilmente se so di chi e' la macchina che ostruisce l'ingresso al suo garage, una BMW nera, io ripeto il modello per farmi sentire da Antonio e lui mi fa segno che e' la sua. 'E' di un rappresentante e la sposta subito', e' la mia risposta.

Intanto Antonio e' gia' vestito, e' un po' stravolto anche lui, si e' lavato la faccia di corsa ed e' gia' pronto ad andare.

'Pensavo fosse il mio collega, evidentemente anche lui ha trovato buona compagnia, se fosse stato lui alla porta sicuramente ci saremmo divertiti';

'Certo avremmo potuto divertirci, ma per me e' gia' stato bello cosi'' gli rispondo.

Ci abbracciamo, un lungo bacio, mi lascia il biglietto da visita e mi dice di chiamarlo in qualsiasi momento.

Gli apro e lo vedo andare via, ma sono certo che ci rivedremo

Mi reco in bagno e mi preparo per la doccia, l'acqua e' ben calda e mi tuffo dentro, doccia schiuma abbondante, come piace a me... ma suonano ancora alla porta, 'cazzo! Possibile che rompano le palle sempre quando sono a letto o che sono in bagno?'. Mi infilo l'accappatoio e vado al citofono, ma stavolta non risponde nessuno... ovvio che e' all'ingresso, pensando che potesse essere Antonio, apro senza guardare dallo spioncino.

'Buongiorno, scusi se disturbiamo'

'Buongiorno', rispondo balbettando, non e' Antonio ma l'inquilino del piano di sopra! Il Sig. Franco, insieme ad un altro signore sulla sessantina, 'scusate il mio abbigliamento ma sono appena uscito dalla doccia, in cosa posso esservi utile?'.

Franco e' un muratore, ha un'impresa edile tutta sua con una decina di operai al suo seguito, un uomo che ha da poco compiuto 50 anni (me lo ha detto la moglie un giorno che l'ho incontrata in cantina), baffo nero, barba lievemente incolta, capelli brizzolati, occhi scuri e pelle abbronzata (naturale e non lampadato), e' piu' alto di me, un bel fisico robusto e sodo, con un lieve accenno di pancetta.

'C'e' una perdita di acqua da uno scarico e la cantina e' umida, sono qui con l'idraulico e volevo chiederle di non usare lo scarico per la prossima mezz'ora, giusto il tempo di scavare nel muro in cui si e' formata l'umidita'. Lui e' Luigi B., il mio idraulico di fiducia'

'Piacere' e mi da il cinque.

'Piacere mio' rispondo ancora imbarazzato per il mio abbigliamento, ma nonostante tutto chiedo loro se vogliono comunque accomodarsi.

'No, la ringrazio' risponde Franco, 'dobbiamo ancora avvisare la signora Luciana, pensiamo sia lo scarico della sua cucina a non funzionare, ma poiche' confina con il suo appartamento vorremmo esserne sicuri'.

'Allora dovrete aspettare un bel pezzo, la signora e' via e non torna prima di domani, me lo ha detto ieri sera, chiedendomi di tenerle da parte il giornale'.

'Questo e' un problema' risponde l'idraulico 'se non c'e' la signora e' inutile fare lo scavo in quanto non possiamo fare la prova e non possiamo nemmeno impedire l'uso degli scarichi a tutto il condominio'.

Io rannicchio le spalle, l'idraulico mi fa un sorriso, ed io credo anche di esser diventato rosso.

'Vista l'ora ormai e' inutile, giornata persa' dice l'idraulico, 'tornero' dopodomani'.

'Mi spiace per l'inconveniente, ma se volete accomodarvi, vi offro un caffe' oppure un bicchiere di prosecco davvero buono', rispondo.

'Beh! Al prosecco non si dice di no' risponde Franco, guardando Luigi ed accettano il mio invito ad entrare.

Li faccio accomodare in salotto, 'mi tolgo l'accappatoio e mi vesto, e sono subito da voi'. In un attimo mi infilo la tuta, senza nemmeno mettere le mutande ne' la maglia. Torno in salotto, apro il vino e lo verso.

'Bella casetta, sembra un po' piu' piccola della tua, Franco...'

'Gia', al piano superiore hanno ricavato 2 appartamenti rispetto ai 3 di questo piano'.

'Per me va bene cosi'' rispondo a Luigi, 'vivo da solo e una casa piu' grande sarebbe anche piu' faticosa da gestire'.

Un sorriso si stampa sulle labbra di Luigi, che con quel suo viso tondo e paffuto, il suo corpo sodo e rotondo, con una bella prominente pancetta, mi fa muovere qualcosa. Non e' altissimo, diciamo che in altezza e' fra me e Franco, ma davvero un bel daddy e sembra avere un bel pacco oltre ad un bel pelo grigio.

'Io vivo con mia moglie, ho due figli sposati e il mio quadrilocale adesso sembra enorme' dice Luigi, 'da quando sono in pensione poi, mia moglie continua a rompere i ciglioni per farmi fare dei lavoretti. Per fortuna che tutte le mattine va al lavoro, cosi' almeno per mezza giornata sto tranquillo.'

'Anche io dovrei fare dei lavoretti, ma non ho mai il tempo, vorrei anche allargare la cucina' e guardo Franco nella speranza che si offra volontario magari con uno sconto da buon vicino'

'Ecco!' all'improvviso il volto di Luigi si illumina, 'ecco dove avevo visto il rappresentante che aveva la macchina davanti al garage! L'altra mattina e' venuto in casa mia per presentare uno di quegli elettrodomestici che fan tutto e costano un sacco di soldi', mi guarda e strizza l'occhio, 'l'ho fatto parlare per piu' di un'ora ma non ho comprato niente...'

Io arrossisco ancora, e' davvero uno stronzetto, secondo me lo aveva riconosciuto da prima e ha fatto finta di ricordarsene adesso, ma voglio vedere fin dove arriva, visto che ormai e' logico che se lo e' trombato anche lui.

'Parla molto bene, ed e' convincente, ha gli argomenti giusti' quando dico argomenti guardo Luigi e gli strizzo l'occhio, 'e' un bravo venditore, se non fosse per il prezzo'.

Luigi arrossisce un attimo, si sfiora il pacco e con uno sguardo d'intesa volgiamo lo sguardo su Franco, che ignaro della situazione ci dice:

'Mah, di queste cose si occupa mia moglie, io non voglio entrarci'.

Franco e' un bell'uomo, non ci stara' mai, quindi devo fare in modo che se ne vada e restare solo con Luigi.

'Io ho il rubinetto della doccia che ogni tanto fa la goccia' rivolgendomi a Luigi tentando di cambiare argomento.

'Beh, posso darci un'occhiata, ma prima facciamoci un altro sorso', versa il vino a tutti ma Franco e' titubante: 'Non reggo l'alcool, un bicchierino e' sufficiente', ma Luigi insiste e cosi' si associa anche Franco.

'Vediamo questo rubinetto', lo accompagno in bagno e viene anche Franco. 'In effetti c'e' del calcare sul telefono della doccia'. Si abbassa la patta e noncurante della mia presenza e di quella di Franco si avvicina al cesso per pisciare. 'Cambio l'acqua al canarino, scusate la maleducazione, ma con i miei 63 anni, quando scappa scappa', tira fuori un avvoltoio, altro che canarino. Un pisello grosso e sodo, non e' per niente duro ma sara' almeno 16 cm.

Franco lo guarda e dice 'Fa pure, non e' un problema, ma non chiamarlo canarino, sembra un palo!'. Arrossisce mentre lo dice, si vede che e' imbarazzato, ma forse quel goccio di vino lo ha disinibito. E torna in salotto.

Luigi si sgrulla bene il biscione, facendomelo vedere in tutte le angolazioni e lo rimette dentro. Mi da una pacca sulla spalla e mi sussurra all'orecchio 'E' fatta, adesso ce lo portiamo a letto'.

'Io direi di farci un altro goccio' dice Luigi mentre riempie i bicchieri, e Franco stavolta beve senza far storie. E' rosso in viso, forse e' vero che non regge l'alcool. Li faccio accomodare sul divano, in quanto piu' comodo e prendo dei salatini. Mi siedo sul tavolinetto di fronte al divano e sorseggio il vino.

'Noi ci siamo messi comodi, ma anche tu, in quanto padrone di casa dovresti sederti comodamente' dice Luigi facendomi spazio sul divano. Mi fido del suo piano e acconsento. Adesso Luigi e' fra me e Franco. 'Tu dici a me che ho un pistolone, di cui vado fiero, ma anche tu non scherzi. Ti ho visto l'altro giorno nei pisciatoi del cantiere' dice Luigi a Franco.

'Beh, non mi lamento...' sghignazza Franco toccandosi.

'Potresti farmelo vedere meglio adesso, che siamo in casa, sai alla mia eta' si diventa curiosi'.

'Ma dai, cosa fai adesso? Sei diventato culattone? Toh, eccolo!' si alza di scatto tira giu' la patta ed ecco venire fuori un pisello di dimensioni considerevoli, quasi duro, lucido e ben scappellato.

Io e' Luigi siamo in estasi, e' fatta, adesso ce lo rombiamo, ma nascondiamo il nostro entusiasmo e facciamo le facce indifferenti a quella visione.

'Beh? Non dici niente? Vedi che bel trapano?' e intanto se lo mena dolcemente.

Luigi si alza dal divano, si avvicina a Franco e si lascia andare fra le sue labbra, Franco non si allontana e comincia il loro bacio, con uno scambio di lingue esagerato. Io sono paonazzo, non capisco nulla, sono eccitatissimo e davanti a tutto questo non posso fare altro che inginocchiarmi e cominciare a succhiare avidamente il cazzo di Franco, mentre con la mano cerco quello di Luigi. Eccolo! Ho preso in mano anche il palo di Luigi, Franco e' ben messo, ma Luigi ha un palo molto grosso, devo prenderlo in bocca, voglio succhiare quella cerchia, e cosi' ho fatto. E' lungo e grosso, non molto duro ma sento che sta crescendo, mi riempie la bocca, stento a tenerlo, ma appena e' completamente duro comincio il mio lavoro, lo ciuccio, lo meno con la bocca, con la lingua esploro la cappella e poi tutto fino in gola, alzo gli occhi e vedo Luigi estasiato sia dalla mia bocca che dai baci che Franco gli da' sul collo. Mi alzo e mi unisco alle loro bocche e poi li invito in camera da letto. Ci spogliamo, siamo tutti e tre nudi e ci buttiamo sul letto, nessuno di loro sembra interessato al mio pisello. Luigi si mette di schiena con le gambe fuori dal letto, Franco si mette sopra di lui come per fare un sessantanove, ma sta ritto e vedo Luigi che comincia a leccargli il buchetto, io mi metto in ginocchio fuori dal letto e mi lavoro il bellissimo cazzo di Luigi, ora lo meno, poi lo lecco e ancora lo succhi, me lo caccio in gola.. e' enorme e durissimo. Franco stacca il culo dalla bocca di Luigi e mi invita a prendere il suo posto. Non solo ha un bel cazzo, ha anche una lingua meravigliosa, mi dilata bene, sento la sua lingua dentro. Mi piego per succhiargli anche il cazzo, ma vedo Franco che si masturba e cosi' glielo prendo in bocca, anche il suo cazzo e' grosso, lungo e duro, ma non quanto quello di Luigi.

'Ecco adesso sei pronto' dice Luigi dandomi una pacca sulla chiappa, 'Franco accomodati, e' pronto per te'. Mi fanno mettere di schiena, Franco si inumidisce ancora il cazzo, mi prende le gambe e se le porta sulle sue spalle, avvicina il suo cazzo al mio culo e mi infila la cappella, poi la tira fuori, ma ecco che lo ficca dentro in un colpo solo, poi si ferma e spinge. Mi manca l'aria, Luigi mi accarezza e mi bacia, finito quel momento, ecco che Franco comincia il rituale del su e giu', fino a farmi sentire le palle, io godo da morire e' bello vedere quell'uomo che mi possiede. Luigi si alza e me lo caccia in bocca e anche lui comincia a fare avanti e indietro, mi scopa in bocca. Due magnifici esemplari di maschi mi stanno scopando, uno in bocca ed uno in culo, una sensazione magnifica. Non vedo piu' la faccia di Franco in quanto il corpo di Luigi mi sovrasta.

D'un tratto Luigi lo tira fuori '...non vorrai farmi arrivare cosi' in fretta', mi dice e intanto Franco lo caccia fuori, si danno il cambio. Luigi si sistema e anche lui mi incula. E' grosso e lo sento bene, ma non mi fa male, solo tanto piacere. Lo vedo in faccia mentre mi scopa, un'espressione estasiata che mi rende felice 'sto facendo godere questi due maschioni', Franco si riavvicina a me, mi bacia intensamente, la sua lingua e' fusa con la mia, io ogni tanto ho dei sussulti ogni qualvolta Luigi da' degli affondi. Si alza e mi pone le sue palle, io le prendo in bocca, ora una e ora l'altra, poi mi mette in bocca il suo cazzo e comincia a scoparmi in bocca come faceva Luigi. Sempre piu' veloce, lo sento ansimare...vedo il suo volto estasiato. 'Franco, aspetta a sborrare' dice Luigi, che lo riempiamo bene insieme. Ma Franco noncurante di quello che dice Luigi, continua nella mia bocca, lo tira fuori mi fa giocare con la sua cappella, lascia che la mia lingua la assapori tutta, poi me lo rimette in bocca. Intanto Luigi e' sempre piu' deciso, lo sento sempre di piu', adesso tutti i suo colpi sono sempre piu' a fondo e dai versi che fa capisco che sta per sborrare. Anche Franco capisce che il suo socio e' in arrivo e si sposta per vedere lo spettacolo, il suo cazzo abbandona la mia bocca e si masturba molto delicatamente, se lo accarezza come a calmarlo. Ecco che Luigi lo tira fuori, me lo caccia sopra la pancia e lancia la sua sborra, il primo schizzo mi raggiunge la bocca, poi altri tre fiotti che si espandono sulla pancia, Franco lo bacia, le loro lingue sono impazzite, vedo tutti i muscoli di Luigi che si contraggono. Io con un dito prendo la sua sborra e me la porto in bocca, voglio gustare la sua essenza. Franco riprende il posto che era stato suo all'inizio e ricomincia a scoparmi, e' piu' deciso di prima, me lo sento in gola. Intanto Luigi si e' disteso vicino a me, mi accarezza, mi bacia e mi spalma la sua sborra sulla pancia... Franco ha un viso paonazzo, sento che sta per venire anche lui, i suoi colpi sono sempre piu' decisi e veloci, ecco che sta per venire, 'spero che lo tiri fuori' (penso tra me e me), invece no! Ecco che lo sento dentro, mi e' venuto dentro, continua il suo su e giu' in maniera meno sfrenata. E poi lo spinge dentro fino in fondo, sento che ormai non e' piu' duro come qualche istante prima... ma e' una bella sensazione, la sua sborra viene fuori, cola fra le mie chiappe, ecco che lo tira fuori, e mi si butta sopra, il suo petto sul mio, la sua pancia contro la mia, io distendo le gambe, anche se con fatica. Luigi si avvicina di piu' e ci abbracciamo e ci baciamo convulsamente. Siamo sudati e impiastricciati. Ci addormentiamo per almeno 20 minuti in quella posizione. Poi Luigi si scosta suggerisce una bella doccia.

Una volta in bagno ci mettiamo tutti e tre sotto la doccia, siamo stretti e ognuno tocca l'altro, giochiamo come dei ragazzini. Una volta risciacquati, ci asciughiamo e ci rivestiamo.

'Toh, c'e' ancora un po' di vino' dice Franco.

'Ma tu non sei quello che l'alcool non lo regge?'

'D'ora in poi berro' solo prosecco in presenza di uomini, mi da' una certa carica e mi fa fare tutto quello che voglio senza inibizioni', mi da una pacca sulla spalla e mi accarezza il viso, e mi bacia, 'Grazie per avermi fatto stare bene, e grazie anche a te Luigi per avermi aiutato a liberarmi dal mio blocco'.

Luigi lo accarezza e bacia ora lui e ora me. 'Facciamo ancora questo brindisi e poi si va ognuno a casa nostra, perche' se stiamo ancora qui si ricomincia'.

'Non sarebbe certo una brutta idea', rispondo.

'Facciamo cosi', il tuo rubinetto della doccia ha un problema gravissimo, e per aggiustarlo potrebbe aver bisogno di molti interventi...' e mi strizza l'occhio, 'quindi dovro' tornare nei prossimi giorni'.

'Io portero' il vino', e' stata la risposta di Franco.

Gli incontri continuano ancora, il problema dello scarico che perdeva e' stato risolto, ma il rubinetto della mia doccia perde ancora e forse perdera' ancora per molto tempo.

Pabearit.



ORSI ITALIANI MAGAZINE